Nella foto: Team della 41a campagna estiva in partenza da Concordia, a chiusura della missione (credits: PNRA/IPEV)
L’Antartide torna al centro della ricerca scientifica internazionale. A Dome C, presso la base italo-francese Concordia, ha preso ufficialmente il via la 22ª missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), mentre alla base Mario Zucchelli di Baia Terra Nova si conclude la 41ª campagna estiva.
Due stagioni, due volti dello stesso continente estremo, dove l’Italia continua a giocare un ruolo strategico nella comprensione dei cambiamenti climatici, dei sistemi complessi e delle condizioni ambientali più estreme del pianeta.
Concordia, isolamento totale per nove mesi
La missione invernale si svolge presso la base Base Concordia, situata a oltre 3.000 metri di altitudine nel plateau antartico, una delle aree più remote e inospitali del pianeta.
Il team, guidato dallo station leader Gabriele Carugati dell’Università dell’Insubria, è composto da 12 membri: 5 italiani del PNRA, 6 francesi dell’Istituto Polare Paul-Émile Victor (IPEV) e una ricercatrice dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Per nove mesi vivranno in isolamento totale, affrontando:
Durante l’inverno australe saranno condotte 21 attività scientifiche, tra cui il nuovo progetto PASSPORT sulle microplastiche e 7 studi di biomedicina coordinati dall’ESA, che analizzano gli effetti di un ambiente estremo sul corpo umano, in condizioni analoghe a quelle spaziali.
Zucchelli, 41ª missione estiva tra criosfera e contaminanti
Contemporaneamente si è conclusa la missione estiva alla Base Mario Zucchelli, dove sono stati realizzati 14 progetti di ricerca in ambiti cruciali:
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Climatologia
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Sismologia
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Geodesia
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Geomagnetismo
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Vulcanismo
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Permafrost
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Ecosistemi marini
Le ricerche hanno approfondito l’evoluzione della criosfera, monitorando drenaggio della calotta glaciale, velocità del ghiaccio e interazioni atmosfera-ghiaccio.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla presenza di contaminanti di origine antropica, rilevando tracce minime ma significative di attività umana persino in un ambiente remoto come l’Antartide.
Complessivamente sono state coinvolte quasi 170 persone, tra ricercatori, tecnici e personale militare.
Laura Bassi e la ricerca in mare
Le attività scientifiche proseguiranno fino a marzo sulla nave rompighiaccio Laura Bassi, gestita dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).
A bordo operano circa 30 ricercatori e tecnici impegnati in 5 progetti, consolidando il ruolo dell’Italia nella ricerca oceanografica polare.
Beyond EPICA: il ghiaccio più antico del mondo
Uno dei progetti simbolo della campagna è Beyond EPICA – Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di Scienze Polari del CNR.
Nel campo di Little Dome C è stata completata la quinta e ultima campagna di perforazione con un duplice obiettivo:
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Raggiungere il substrato roccioso sotto la calotta per stimare l’ultima esposizione alla luce solare
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Estrarre campioni di ghiaccio ancora più profondi e antichi
Questi campioni sono fondamentali per studiare la Transizione del Pleistocene Medio (MPT), periodo cruciale per comprendere le dinamiche climatiche terrestri.
Ice Memory: conservare il clima del passato
Sempre a Concordia è stata inaugurata la Ice Memory Sanctuary, nell’ambito del progetto internazionale Ice Memory, lanciato nel 2015 dal CNR e dall’Università Ca’ Foscari Venezia insieme a partner francesi e svizzeri.
Si tratta di una grotta scavata nel ghiaccio che fungerà da archivio climatico globale per preservare campioni provenienti da ghiacciai montani in ritiro.
Sono già stati depositati due campioni prelevati dal Monte Bianco e dal Grand Combin, trasportati attraverso un complesso sistema logistico che ha garantito la catena del freddo tra emisferi.
Infrastrutture strategiche e cooperazione internazionale
La 41ª spedizione ha comportato anche un significativo sforzo logistico e infrastrutturale:
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Nuove aree tecnologiche a Zucchelli
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Messa in sicurezza del molo
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Variante stradale verso l’aeropista di Boulder Clay
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Nuovi moduli abitativi a Concordia
Le basi italiane sono diventate nodi strategici per la cooperazione internazionale, supportando campagne di Germania, Francia, Corea e Cina.
Antartide, laboratorio del futuro
Il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, finanziato dal MUR e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con ENEA e OGS, rappresenta oggi uno dei pilastri della presenza scientifica italiana nel continente bianco.
L’Antartide non è soltanto un territorio remoto: è un osservatorio privilegiato sui cambiamenti climatici, sugli equilibri globali e sui sistemi estremi che anticipano le sfide del futuro.
E mentre a Dome C cala la notte polare, la ricerca italiana continua a lavorare, silenziosamente, per decifrare il clima di domani.