Gli astronauti Nasa Zena Cardman e Mike Fincke, con Kimiya Yui dell'agenzia spaziale giapponese e Jaxa e Oleg Platonov dell'agenzia spaziale russa Roscosmos sono rientrati sulla Terra.
Sulla Stazione Spaziale restano adesso soltanto in tre: il russo Sergey Kud-Sverchkov, con gli ingegneri di volo Sergei Mikaev della Roscosmos e Christopher Williams della Nasa. Fra un mese circa, li raggiungerà l'equipaggio della missione Crew 12, che porterà in orbita la comandante Jessica Meir e il pilota Jack Hathaway della NASA, coadiuvati dagli specialisti di missione Sophie Adenot dell'Agenzia Spaziale Europea e Andrej Fedjaev di Roscosmos.
Emergenza sanitaria sulla Stazione Spaziale e attesa per la prima missione umana oltre l’orbita terrestre dal 1972
Non si sa chi sia tra i quattro redici il colpito né quale sia l’emergenza sanitaria che ha costretto l’equipaggio della Crew-11 a una situazione così particolare. Anche dopo l’atterraggio, rimane quindi un alone di mistero sull’intera faccenda che rimane un monito: nello Spazio occorre pianificare tutto nei minimi dettagli. La voce di Jared Isaacman, il nuovo amministratore della NASA, porta però buone notizie: l’astronauta pare aver recuperato e manifesta un buon umore nell’affrontare i congrui controlli medici.
L’altra missione spaziale che si svolgerà a breve è l’attesissima Artemis II, su cui è focalizzata l’attenzione mediatica già da lunghissimo tempo. Infatti, già il 3 aprile 2023 la NASA e l'Agenzia spaziale canadese (CSA) annunciarono l'equipaggio di Artemis 2, composto dal comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen. Si tratterà del primo volo umano che sorpassera la LEO (Low Earth Orbit) dopo l’Apollo 17 nel ’72.
Il lancio è attualmente pianificato per non prima del 6 febbraio 2026 a bordo del lanciatore Space Launch System (SLS) Block 1.
Tra i vari scopi che si prefigge l’esplorazione, ci sarà anche il test di utilizzo telecomunicazioni a lunga distanza da e verso la Terra. Secondo quanto annunciato, l'hardware integrato nell’Orion Multi-Purpose Crew Vehicle (MPCV) includerà un modulo ottico, un modem e un'elettronica dedicata di controllo che consentirà di comunicare con le stazioni terrestri situate nella California e nel New Mexico.