• ALT

BFF Bank, terremoto in Borsa: l'inchiesta per falso in bilancio affossa il titolo

 
BFF Bank, terremoto in Borsa: l'inchiesta per falso in bilancio affossa il titolo
Luca Lippi

Non è un periodo sereno per BFF Bank, un tempo considerata un piccolo gioiello della finanza italiana specializzata nella gestione dei crediti verso la pubblica amministrazione. Quella che sembrava una turbolenza passeggera si è trasformata in una vera e propria tempesta perfetta, che vede l’istituto stretto in una morsa tra tre diverse autorità: la Banca d’Italia, la Consob e la Procura di Milano. Al centro del ciclone c’è una questione tecnica che però ha conseguenze pesantissime sul portafoglio dei risparmiatori e sulla credibilità dell’azienda.

UN ATTACCO SU TRE FRONTI
Il termometro della crisi è Piazza Affari. Nelle ultime due settimane il titolo ha vissuto una caduta libera spaventosa, perdendo oltre la metà del suo valore. Solo nell’ultima seduta le azioni sono crollate di un ulteriore 12 per cento, portando il rosso complessivo a un drammatico 56 per cento. Ma a preoccupare gli analisti non è solo la cifra in sé, quanto il modo in cui questo tracollo è avvenuto. Sembra infatti che qualcuno si sia mosso d'anticipo, spingendo la Consob ad avviare un’analisi approfondita per capire se ci siano state anomalie o fughe di notizie prima delle comunicazioni ufficiali.

IL GIALLO DI PIAZZA AFFARI E LE SCOMMESSE AL RIBASSO
Sui mercati finanziari esiste una pratica chiamata "vendita allo scoperto", che in termini semplici è una scommessa sul calo di un'azienda: si vendono titoli che non si possiedono ancora, sperando di ricomprarli in futuro a un prezzo molto più basso per intascare la differenza. I dati dicono che le cosiddette "mani forti", ovvero i grandi investitori istituzionali che muovono capitali enormi, avevano iniziato ad aprire queste posizioni critiche proprio poco prima che le notizie peggiori diventassero pubbliche. Questo tempismo ha sollevato dubbi e sospetti: chi ha scommesso contro la banca sapeva già cosa stava per accadere? È una domanda a cui le autorità dovranno dare una risposta chiara per tutelare la trasparenza del mercato.

IL NODO DEI CREDITI E L’IPOTESI DELLA PROCURA
Il cuore del problema risiede però nelle pieghe del bilancio. La Procura di Milano ha infatti aperto un fascicolo con l'ipotesi di falso in bilancio. Per capire di cosa si tratta, bisogna osservare come lavora BFF: la banca acquista i debiti che lo Stato o gli enti pubblici hanno verso le imprese, anticipando i soldi a queste ultime e aspettando poi che il settore pubblico paghi, incassando nel frattempo gli interessi di mora per il ritardo. La contestazione principale riguarda proprio il modo in cui questi interessi sono stati calcolati e registrati. Secondo l'ipotesi investigativa, la banca potrebbe aver esposto una realtà finanziaria più florida di quella effettiva, portando a bilancio come "guadagni certi" somme che in realtà erano ancora incerte o calcolate secondo criteri non condivisi dalle autorità di vigilanza.

DALLE STELLE ALLE STALLE: IL DIETROFRONT DELLA VIGILANZA
Questa situazione non è nata dal nulla, ma è il risultato di un lungo braccio di ferro. La Banca d’Italia aveva già messo sotto osservazione l'istituto lo scorso anno. Inizialmente sembrava che la questione fosse risolta, tanto che a novembre BFF aveva ottenuto il via libera per tornare a distribuire i dividendi, ovvero i profitti, ai propri soci. Tuttavia, l'ispezione di "follow-up" - un controllo di verifica successivo per vedere se le raccomandazioni erano state seguite - ha fatto emergere nuove criticità. Questo ha portato al blocco immediato della distribuzione dei guadagni e alla necessità di rivedere drasticamente tutti i conti dell'istituto.

UN FUTURO INCERTO E IL CAMBIO AL VERTICE
Le conseguenze di questo terremoto sono state immediate e visibili nella struttura di comando della società. BFF Bank ha dovuto annunciare pesanti svalutazioni, ammettendo in pratica che parte dei suoi beni vale molto meno di quanto dichiarato in precedenza, e ha dovuto cancellare i propri obiettivi finanziari per il prossimo futuro. Questo clima di incertezza ha portato anche a un cambio della guardia forzato: lo storico amministratore delegato ha lasciato il suo incarico, segnando la fine di un'epoca e l'inizio di una fase di ristrutturazione che si annuncia lunga e complessa. Per i piccoli risparmiatori resta l’amarezza di vedere un titolo solido sciogliersi come neve al sole, mentre la magistratura cerca di capire se dietro gli errori contabili si nasconda una volontà precisa di ingannare il mercato.