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Contratto sanità, firmato il CCNL 2022-2024 per i medici: “Un passo avanti, ma ora sfide aperte”

 
Contratto sanità, firmato il CCNL 2022-2024 per i medici: “Un passo avanti, ma ora sfide aperte”
Redazione

Intervista a Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale di Anaao Assomed su Radio24

Il 27 febbraio 2026 è stato siglato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i medici e i dirigenti sanitari dell’area dirigenziale 2022-2024, un accordo atteso da anni che introduce aumenti retributivi e una serie di novità per circa 137.000 professionisti del Servizio sanitario nazionale.

Cosa prevede il rinnovo del contratto

L’accordo, firmato definitivamente presso l’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), riguarda circa 120.000 medici e 17.000 dirigenti sanitari non medici.

Tra i principali punti:

Aumenti medi in busta paga pari a circa 491 euro lordi al mese (calcolati su 13 mensilità), a partire da marzo 2026.

Le risorse stanziate ammontano a circa 1,2 miliardi di euro e garantiscono un incremento medio di circa 7,27%.

Gli aumenti variano a seconda del profilo professionale: dai circa 322 euro lordi mensili per i medici all’inizio di carriera fino a 530 euro lordi per i direttori di struttura complessa in area chirurgica.

Sono previsti anche arretrati consistenti, che per alcuni profili apicali possono arrivare fino a oltre 14.000 euro lordi.

Le reazioni sindacali: soddisfazione ma critiche

Nel corso del programma Effetto Notte su Radio24, Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale di Anaao Assomed, ha commentato la firma definendola un traguardo importante per la categoria, pur ribadendo che la contrattazione deve guardare oltre il solo aspetto economico. L’accordo, ha sottolineato, permette di chiudere la partita sul 2022-2024 su basi solide, ma resta fondamentale aprire subito il confronto per il prossimo triennio contrattuale.

La firma definitiva arriva dopo che l’ipotesi di accordo era stata siglata lo scorso novembre 2025; solo la Cgil Medici ha scelto di non sottoscriverla, criticando l’entità degli aumenti e alcuni aspetti normativi ritenuti insufficienti.

Secondo Di Silverio, mantenere un ritmo negoziale accelerato è essenziale per riallineare la contrattazione al triennio di riferimento e dare certezze ai medici e dirigenti sanitari. Il segretario ha ribadito che la chiusura del CCNL 2022-2024 rappresenta un importante segnale di attenzione verso una categoria che costituisce una componente strategica del SSN, soprattutto in un contesto in cui molte strutture sanitarie stanno vivendo carenze di personale e pressioni operative.

Guardando al futuro: rinnovi e obiettivi

Una delle principali richieste avanzate da Di Silverio e dalle organizzazioni firmatarie è l’apertura tempestiva delle trattative per il rinnovo del contratto 2025-2027, che per la prima volta potrebbe coinvolgere in parallelo la dirigenza medica e il comparto della sanità. Questo approccio, spiegano i sindacati, dovrebbe ridurre i ritardi accumulati negli anni scorsi e rendere più coerente il ciclo contrattuale con il periodo di riferimento.

Il rinnovo del contratto nazionale dei medici non è solo una questione retributiva: secondo Di Silverio, esso incide anche sulla capacità del sistema sanitario pubblico di attrarre e trattenere personale qualificato, un fattore chiave per garantire la sostenibilità e la qualità delle cure nel lungo periodo.

In conclusione, l’accordo del 27 febbraio segna un passo significativo nella contrattazione della sanità italiana, con benefici economici immediati per i medici e segnali di apertura verso un confronto più ampio per i prossimi anni. La sfida ora è tradurre questo risultato in misure concrete per il rafforzamento del SSN e la valorizzazione delle professioni sanitarie.