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Ferrari vola in Borsa, dopo i conti record il titolo supera il +9% e Maranello si prende la scena

 
Ferrari vola in Borsa, dopo i conti record il titolo supera il +9% e Maranello si prende la scena
Redazione
Il mercato promuove senza esitazioni i risultati 2025 di Ferrari e intorno alle 14:00 il titolo corre oltre il +9%, confermando la forza di un gruppo che non solo supera le attese, ma dimostra di avere davanti a sé un percorso di crescita già tracciato fino al 2027. Gli investitori reagiscono con entusiasmo ai dati riportati nel bilancio ufficiale, che certifica ricavi a 7,146 miliardi di euro (+7%), un utile operativo di 2,11 miliardi (+12%) e un margine EBIT vicino al 30%, mentre l’EBITDA sfiora i 2,8 miliardi con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente.

Ferrari vola in Borsa, dopo i conti record il titolo supera il +9% e Maranello si prende la scena

Il segnale più forte arriva però dal portafoglio ordini, che copre già tutto il 2026 e spinge addirittura verso la fine del 2027, configurando un livello di visibilità eccezionale nel settore del lusso automobilistico. Il commento del CEO Benedetto Vigna evidenzia un modello di business fondato su disciplina, mix di prodotto ricercato, crescita della personalizzazione e una strategia rigorosa che ha permesso a Maranello di superare in anticipo gli obiettivi fissati nel Capital Markets Day del 2022.

Il 2025 è stato l’anno delle grandi transizioni
. Le consegne sono rimaste volutamente stabili in vista del massiccio aggiornamento della gamma previsto nel 2026, quando entreranno in scena sei nuovi modelli, fra cui 296 Speciale, Amalfi e la molto attesa Ferrari Luce, che debutterà in anteprima mondiale a Roma il 25 maggio. Il rinnovamento dell’offerta si accompagna a un rafforzamento del brand anche fuori dalle auto, con le attività racing e lifestyle in costante crescita.



La solidità finanziaria è uno dei fattori che più colpisce gli analisti. Nel 2025 Ferrari ha generato oltre 1,5 miliardi di free cash flow industriale, riducendo l’indebitamento a soli 32 milioni e restituendo agli azionisti più di 1,3 miliardi tra dividendi e buyback. Un risultato che pochi player globali del lusso possono vantare.



Per il 2026 la guidance è ancora più ambiziosa, si stimano ricavi verso 7,5 miliardi, margine EBITDA vicino al 39%, EBIT oltre il 29,5% e un utile per azione previsto sopra i 9,45 euro. Non c’è dunque solo l’immagine di un anno eccezionale, ma la traiettoria di un marchio che continua a crescere mentre tutto intorno aumenta la complessità del mercato globale, dai dazi alle oscillazioni valutarie.



La Borsa, oggi, sta premiando questo mix di rigore e visione, un +9% che non è un semplice rimbalzo, ma la testimonianza del fatto che Maranello continua a essere percepita come una delle storie industriali più solide e desiderate del panorama internazionale.