Sul palco i ragazzi diversamente abili, al centro le persone: la sesta edizione devolve l’intero incasso all’Associazione Pestalozzi
C’è un modo diverso di raccontare la disabilità. Non come limite, non come emergenza, ma come spazio di relazione, espressione e bellezza condivisa. È da questa visione che nasce L’Amore si Muove, manifestazione artistica e benefica che, giunta alla sua sesta edizione, continua a dimostrare come il linguaggio universale dell’arte possa diventare uno strumento concreto di inclusione, rispetto ed empatia.
Nata come iniziativa solidale, L’Amore si Muove ha costruito nel tempo un percorso coerente e continuativo: ogni anno l’intero incasso dell’evento viene devoluto a un’associazione diversa, selezionata per il suo impegno reale e misurabile nel campo della disabilità e dell’inclusione sociale. Un principio semplice ma radicale, che ha permesso di sostenere progetti duraturi e ad alto impatto umano.
I veri protagonisti: i ragazzi diversamente abili
Sul palco non ci sono “ospiti simbolici”, ma protagonisti assoluti. I ragazzi diversamente abili sono il cuore pulsante della manifestazione, coinvolti in performance artistiche che diventano spazi di libertà espressiva. A guidarli è Alberico Lombardi, ideatore del progetto e direttore artistico, che accompagna ciascun partecipante in un percorso creativo capace di valorizzarne talento, unicità e dimensione umana, senza forzature né retorica.
La scena diventa così un luogo di verità, dove la disabilità non viene nascosta né spettacolarizzata, ma riconosciuta e accolta come parte integrante dell’esperienza artistica.
Il fine solidale: l’Associazione Pestalozzi
Per questa sesta edizione, L’Amore si Muove ha scelto di devolvere l’intero incasso all’Associazione Pestalozzi, realtà impegnata nella costruzione di percorsi educativi e inclusivi, con un’attenzione particolare alle fragilità sociali e familiari.
Negli anni, grazie ai fondi raccolti dalla manifestazione, sono stati sostenuti progetti concreti: piattaforme multimediali inclusive, l’allestimento di spazi associativi, la creazione di ambienti dedicati e il finanziamento della partecipazione gratuita a percorsi educativi per famiglie non abbienti. Interventi che non si esauriscono in un evento, ma producono continuità e cambiamento reale.
Ospiti speciali, storie che parlano al Paese
La sesta edizione si arricchisce della presenza di ospiti di rilievo nazionale, scelti non per visibilità, ma per coerenza umana e testimoniale.
Ospite d’onore della serata è Loredana Errore, artista dalla voce potente e inconfondibile. Vittima di un grave incidente stradale nel 2013 che le ha causato una lesione al midollo spinale, Loredana è tornata sulle scene Rai con Ora o mai più, segnando una ripartenza artistica e personale. La sua presenza, fortemente voluta dall’ideatore della manifestazione, è il simbolo di resilienza, forza e dignità, oltre ogni stereotipo.
Partecipa anche Rossella Erra, giudice del programma Ballando con le Stelle, che con la sua sensibilità contribuisce a dare voce a un racconto collettivo fatto di storie, corpi e percorsi differenti.
La storia di Federica Paganelli: vivere oltre la diagnosi
Tra le testimonianze più intense della serata c’è quella di Federica Paganelli, giovane donna affetta da Atrofia Muscolare Spinale (SMA) di tipo III. Federica convive con questa condizione da oltre vent’anni, affrontando ogni giorno le difficoltà fisiche con determinazione, lucidità e straordinaria positività.
La sua vicenda personale ha ispirato prima un cortometraggio e poi il film Come Romeo e Giulietta, portando sul grande schermo un racconto autentico che parla di relazioni, amore e possibilità oltre ogni barriera. Una storia che sposta lo sguardo dalla malattia alla persona, dal limite alla vita.
Conduzione e inclusione che diventa realtà
A condurre la manifestazione insieme ad Alberico Lombardi sono Ambra Viggiani, docente di sostegno e referente per i disturbi alimentari, impegnata da anni nel lavoro educativo e nella sensibilizzazione su tematiche complesse, ed Emmanuela Nuzzolese, protagonista di una storia di inclusione lavorativa concreta e storica.
Emmanuela, seguita dall’AIPD Napoli dal 2013, ha raggiunto un traguardo simbolico e reale: il primo inserimento lavorativo a tempo indeterminato di una ragazza con sindrome di Down. La sua presenza sul palco non è una celebrazione, ma una prova tangibile che l’inclusione può diventare diritto, lavoro, futuro.
Un progetto che parla al presente
L’Amore si Muove non è solo uno spettacolo. È un percorso umano e artistico condiviso, che dimostra come musica e teatro possano essere strumenti concreti di cambiamento sociale. Un progetto che mette al centro le persone, le loro storie e la possibilità, reale e quotidiana, di costruire una società più giusta.
