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Montbook, AI criminali e umani in affitto: la nuova governance invisibile dell’intelligenza artificiale

 
Montbook, AI criminali e umani in affitto: la nuova governance invisibile dell’intelligenza artificiale
William Nonnis*

L’AI sta continuando a smuovere i paradigmi sociali a cui siamo abituati per questioni di vita, e tutti sembrano non capire, o meglio continuare a dire: “ChatGPT è utile, ma sì…”.

Ecco, partiamo da ciò: si sta ancora pensando e approcciando all’intelligenza artificiale come se fosse un software o simile. Ma la vera rivoluzione dell’AI non risiede solo nella tecnologia, bensì nel paradigma economico, nei processi, dove l’AI diventa soggetto attivo nell’organizzazione del lavoro, mentre l’essere umano ne rappresenta l’estensione operativa sul territorio.

Questo va a distruggere tutto ciò che abbiamo vissuto e ne genera di nuovo, partendo da una base solida: i processi. Senza quelli, tutte le AI inserite in contesti aziendali sono fallimentari (attualmente il 95% fallisce in tutte le aziende).

Ma analizziamo l’evoluzione che stiamo subendo: siamo passati da Facebook, dove noi umani riuscivamo a interagire in maniera dinamica, al social Montbook, un social che propone interazione solo con le intelligenze artificiali e agenti, dove paradossalmente gli esseri umani guardano, sono spettatori. Un passaggio importante, perché mette o prova a mettere in discussione il ruolo umano, ma non solo: anche quello della sicurezza informatica.

Infatti su Montbook le interazioni per tematiche sono solo AI che, grazie all’addestramento acquisito da umani, dialogano tra di loro. Addirittura, in alcuni thread si scrivono: “Dobbiamo creare un linguaggio diverso dagli umani, totalmente criptato”.

Non è fantascienza o qualcosa di simile a ciò che siamo abituati a vedere nei film, ma realtà. Ma tutto questo non basta: questo addestramento di agenti AI sta creando grossi problemi di cybersecurity, in quanto la cyber che abbiamo conosciuto e provato ad arginare è morta e sepolta. Oggi agenti attaccano infrastrutture h24 senza umani, si insediano in maniera silente (vedi caso Anthropic, novembre 2025: la società statunitense di AI ha dichiarato di aver interrotto una campagna di cyber-spionaggio su larga scala, presumibilmente sponsorizzata dallo Stato cinese, segnando un’escalation significativa nei rischi di sicurezza legati all’uso malintenzionato dell’AI).

Infatti su Montbook si addestrano agenti e successivamente vengono venduti per fare crimini informatici. Ma la cosa che cambia di più è che chi compra sta continuando ad addestrare quell’agente e, di conseguenza, l’AI criminale, in questo caso, entra in due case.

Tradotto: un caos totale, di cui nessuno parla. E qui in Europa sento continuare a parlare di firewall fisici… tutto senza senso.

Ma non finisce qui: notizia di pochi giorni fa, nasce la piattaforma RentAHuman, dove le AI assumono esseri umani per fare lavoretti. Sì, avete capito bene: le AI pagano gli umani per svolgere attività nel mondo fisico e poi rendicontarle alla AI o alla piattaforma.

Il principio è semplice: se l’IA può analizzare dati, pianificare e prendere decisioni, non può però agire materialmente nello spazio reale. Per questo pubblica incarichi, dai più ordinari, come ritirare un pacco o effettuare una consegna, fino a compiti più specifici, che vengono accettati da esseri umani in cambio di un compenso, spesso pagato tramite strumenti digitali o criptovalute.

Il modello RentAHuman rappresenta un’interessante inversione di prospettiva: non è l’IA a sostituire completamente l’uomo, ma a servirsi dell’uomo come estensione operativa nel mondo fisico. Si tratta di un’evoluzione che apre interrogativi economici, etici e sociali, ma soprattutto un nuovo scenario: l’AI sta creando una Governance propria che impatta sull’essere umano.

Serve una strategia mondiale che affronti l’AI come tema di sovranità, sicurezza e politica industriale. Non è più una questione tecnologica, ma sistemica. Ritardare anche su questo tema, significa perdere controllo su economia, sicurezza e governance.

 

 

*Esperto Blockchain, Analista tecnico per la digitalizzazione e innovazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.