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MPS si prende Mediobanca, la storica merchant bank esce da Piazza Affari e nasce un nuovo polo della finanza italiana

 
MPS si prende Mediobanca, la storica merchant bank esce da Piazza Affari e nasce un nuovo polo della finanza italiana
Redazione

Monte dei Paschi di Siena accelera sul riassetto del gruppo e annuncia l’intenzione di assumere il pieno controllo di Mediobanca, procedendo al delisting della storica merchant bank milanese. La decisione, anticipata da settimane di indiscrezioni e ora formalizzata dal consiglio di amministrazione, segna un passaggio cruciale nel processo di trasformazione dell’istituto senese, reduce da anni complessi culminati nel salvataggio pubblico del 2017 e nella successiva riprivatizzazione tra il 2023 e il 2024.

MPS si prende Mediobanca, la storica merchant bank esce da Piazza Affari e nasce un nuovo polo della finanza italiana

MPS detiene già l’86% di Mediobanca, quota acquisita nel 2025 e tale da rendere residuale il flottante rimasto sul mercato. Proprio la permanenza in Borsa con una liquidità così ridotta aveva alimentato dubbi tra analisti e investitori sull’opportunità di mantenere la quotazione. Con il delisting, il gruppo punta a semplificare la governance, ridurre i costi amministrativi e sfruttare appieno le sinergie industriali.

Il piano prevede, dopo l’acquisto del restante 14% – modalità ancora da chiarire – la fusione di Mediobanca nel gruppo MPS e la creazione di una nuova entità non quotata che conserverà il marchio Mediobanca per le attività di private e investment banking. Una scelta che mira a preservare il valore di un brand centrale nella finanza italiana, mantenendone l’autonomia operativa all’interno di una struttura più integrata.

La nuova entità controllerà anche la partecipazione del 13% in Assicurazioni Generali, di cui Mediobanca è primo azionista. Questo elemento aggiunge una dimensione strategica all’operazione, rafforzando il presidio di MPS in uno snodo chiave del capitalismo nazionale e aprendo possibili scenari di collaborazione nel bancassurance e nella gestione patrimoniale.

Non sono mancate tensioni interne. Una parte del board, vicina all’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, avrebbe espresso perplessità su un’integrazione totale, temendo la perdita di specificità e valore. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio, presentando i conti annuali, aveva sottolineato come la priorità fosse massimizzare i risparmi e l’efficienza derivanti dall’operazione, lasciando però aperta la decisione sul delisting, ora sciolta.

Il 27 febbraio MPS presenterà il nuovo piano strategico del gruppo combinato. Gli osservatori si attendono dettagli sulle sinergie di costo, sugli obiettivi di redditività e sull’impatto patrimoniale dell’operazione. Dopo un decennio segnato da crisi, aumenti di capitale e interventi statali, la banca più antica del mondo tenta così di voltare pagina, costruendo un polo finanziario integrato capace di competere in un mercato europeo sempre più concentrato.