FOTO: Jean-Pol GRANDMONT - CC BY 2.0
Molto prima che il wellness diventasse un’industria globale fatta di resort di lusso, ritiri detox e cliniche per la longevità, una piccola città dell’est del Belgio aveva già posto le basi di un nuovo modo di intendere salute, svago e socialità. Spa, incastonata tra le colline boscose delle Ardenne, non ha soltanto dato il nome alle “spa” di tutto il mondo: ne ha definito l’essenza.
Spa, dove nasce il benessere: la città che ha dato il nome a un’industria mondiale
Le sue sorgenti minerali erano note già in epoca romana. Plinio il Vecchio le citò nei suoi scritti, contribuendo a diffondere la reputazione di queste acque curative. Per lungo tempo si è creduto che il nome derivasse dal latino sanitas per aquam – “salute attraverso l’acqua” – ma gli storici propendono per un’origine germanica: spau o spaha, termini che indicavano l’acqua che sgorga o ribolle dal terreno. Furono probabilmente i viaggiatori romani ad adottare e diffondere il nome, fino a farlo diventare sinonimo universale di benessere.
All’inizio, però, a Spa non si veniva per immergersi, bensì per bere. La città era celebre per la “cura idropinica”: le sue fontane pubbliche, ancora oggi visibili nel centro, testimoniano questa tradizione con le vasche tinte di rosso ruggine per l’alto contenuto di ferro. L’acqua ha un sapore metallico e pungente, tutt’altro che gradevole. Eppure era proprio quell’intensità a renderla credibile come rimedio. Pietro il Grande vi soggiornò nel 1717, bevendo oltre venti tazze al giorno nella speranza di guarire da disturbi digestivi ed epatici.
La svolta arrivò nel XVI secolo, quando il medico Gilbert Lymborh pubblicò un trattato sulle proprietà delle acque di Spa. Da allora, accanto alla pratica del bere si affermò quella dell’immersione. Nel Settecento la città divenne una delle mete più eleganti d’Europa, frequentata da aristocratici, artisti e intellettuali. Nel 1868 furono inaugurati i grandi bagni municipali e, sotto il regno di Leopoldo II, Spa venne rilanciata come la “perla delle Ardenne”. Non era solo un luogo di cura, ma uno spazio sociale dove si intrecciavano relazioni, affari e cultura.
Il Musée de la Ville d’Eaux conserva la memoria di questa stagione d’oro. Un monumentale dipinto del 1894 elenca 92 visitatori illustri, da Carlo II a Voltaire, da Cartesio a Liszt. Anche figure più tarde, come Dickens o Bowie, hanno lasciato la loro impronta. Spa era il luogo dove “bisognava essere”.
Con il tempo, tuttavia, il termine “spa” si è emancipato dal luogo d’origine, trasformandosi in etichetta globale. Mentre il mondo costruiva centri benessere ovunque, la cittadina belga perdeva centralità. La rinascita è iniziata nel 2021, quando Spa è stata inserita nel sito transnazionale Unesco delle Great Spa Towns of Europe, riconoscimento che tutela non solo l’architettura ma anche le tradizioni vive del termalismo.
Oggi Les Thermes de Spa, complesso moderno in acciaio e vetro inaugurato nel 2004, rappresenta il cuore di questa rinascita. Pur nella sua veste contemporanea, continua una pratica secolare: l’acqua minerale resta protagonista, così come la dimensione sociale dei bagni. Anche gli storici edifici, come Les Bains de Spa, restaurati di recente, testimoniano il dialogo tra passato e presente.
In un’epoca in cui il benessere è spesso un prodotto, Spa ricorda che tutto è nato da una sorgente. Qui l’acqua non è una moda, ma una memoria viva che continua a scorrere.