La Spagna sta assistendo ad un fenomeno inatteso nel campo della moda.
Dopo anni di censura e stigmatizzazione, le pellicce di visone, martora, volpe o cincillà (tipiche delle nonne e delle mamme) sono diventate in Spagna oggetto del desiderio e tra i capi preferiti dalle giovani generazioni per combattere il freddo, a conferma del fatto che viviamo in un'epoca in cui gli amanti della moda, le celebrità e le nuove generazioni apprezzano i capi in pelle, sia nuovi che vintage, perché sono riutilizzabili e durevoli e quindi rappresentano un'alternativa alla cultura dell'usa e getta.
Spagna: dopo anni di censura e oblio, torna di moda la pelliccia della nonna
Insomma, i giovani amano la pelliccia e hanno trasformato i suoi capi in oggetti del desiderio.
La pelle naturale è un materiale biodegradabile con una durata eccezionale, tra i 50 e i 60 anni, o anche di più, e può anche essere trasformata, riutilizzata e tramandata di generazione in generazione.
Le pellicce più ricercate sono quelle di zibellino e di cincillà, pellicce che provengono al 95% da allevamenti controllati in Finlandia e vengono acquistate tramite aste con un certificato di garanzia che questi animali sono stati allevati in cattività.
Da quando la PETA ha iniziato il suo attivismo contro l'uccisione degli animali nel 1994 con la famosa campagna "Preferirei andare nudo che indossare una pelliccia", marchi come Gucci hanno deciso di vietare l'uso della pelliccia per preservare la propria reputazione.
Da quel momento in poi, molte aziende del settore tessile hanno sostituito la pelle con alternative sintetiche derivate da combustibili fossili che però, dicono i pellicciai, a volte danneggiano l'ambiente, l'habitat degli animali.
Tuttavia, la pelle è tornata in auge grazie ai giovani, che sanno cosa vogliono e, dicono ancora i pellicciai, sono consapevoli che indossare un capo in pelle naturale è molto più ecologico di uno sintetico, perché che la pelliccia sintetica è estremamente inquinante e lascia un impatto ambientale significativo.
Un punto di vista particolare, visto che gli animalisti ne fanno una questione etica e non solo ambientale.