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L’artigianato croato: giovane e in crescita

 
L’artigianato croato: giovane e in crescita
Pierfrancesco Quinto

Secondo i dati dell’oramai trentennale Craft Register del Ministero dell’Economia della Repubblica di Croazia, il 2025 si è concluso con un tasso di crescita dell’occupazione nell’artigianato nel suo complesso dell’8,6% su base annuale e di quasi il 47% nel quinquennio. In termini assoluti, l’aumento è di 10580 persone circa impiegate in tale settore nell’arco di un anno, e di oltre 42670 lavoratori rispetto al 2020. Secondo la Camera di Commercio della Croazia (HOK), si tratterà di uno dei grimaldelli dell’economia nazionale anche per gli anni a venire.

L’artigianato croato: giovane e in crescita

In un contesto globale in cui l’incertezza e la precarietà continuano a incombere minacciosamente, specie le fasce di popolazione più giovani si sono accorte di come i mestieri possano comportare particolari vantaggi d’impiego, quali orari di lavoro flessibile, un’indipendenza finanziaria precoce e prospettive a lungo termine. In quest’ottica, è da considerare la partecipazione di 8300 studenti circa a programmi legati al mondo dell’artigianato, continuando parallelamente gli studi. Di converso, per quanto riguarda gli anziani, il Paese, con il nuovo Pension Insurance Act, consente loro a partire dal primo gennaio del 2026 di lavorare, mantenendo però soltanto il 50% del beneficio pensionistico.

Tra le varie tipologie di lavoratori del settore, tra i più richiesti attualmente si annoverano i professionisti dei servizi, con una crescita particolarmente sostenuta – quasi del 12% - sul 2024 (+8215 lavoratori).

Le cifre più importanti sono però quelle dei professionisti artigiani: oltre cinquantamila lavori nuovi nell’arco di cinque anni (su base percentuale un incremento del 27%), una linfa vitale per il Paese. Bene anche i parrucchieri, con un oltre mille nuovi posti lavorativi. È poi da segnalare la crescita di nuove tendenze legate alla cura e al benessere degli animali domestici, con pet grooming e care salons in aumento.

Nei rami dell’hospitality e del tourism, che - assommati alla gilda dei Service Crafts rappresentano circa i due terzi dei professionisti presenti nel Craft Register - la situazione si è invece praticamente stabilizzata (+12 occupati). Pesca e commercio hanno invece registrato un saldo negativo di qualche decina di unità.

Alcune aree della manodopera, come i calzolai e i fabbricanti di ombrelli, vedono invece un declino, complici la produzione industriale e l’import di prodotti.