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Il giorno in cui Disney volle sfidare Star Wars… e finì risucchiata nel suo “buco nero”

 
Il giorno in cui Disney volle sfidare Star Wars… e finì risucchiata nel suo “buco nero”
Redazione

Nel 1979, mentre Hollywood era ancora stordita dal successo clamoroso di Star Wars, la Disney decise di tentare una mossa audace: rispondere direttamente al fenomeno creato da George Lucas con un proprio kolossal di fantascienza. Il risultato fu The Black Hole, un film che oggi appare come un curioso esperimento sospeso tra grandi aspirazioni autoriali e un profondo fraintendimento del pubblico a cui voleva parlare.

Il giorno in cui Disney volle sfidare Star Wars… e finì risucchiata nel suo “buco nero”

Alla fine degli anni Settanta, la parola “spazio” significava una cosa sola: incassi record. I produttori cercavano disperatamente di replicare la magia di una galassia lontana lontana, mescolando astronavi, eroi carismatici e battaglie laser. Disney, però, non era Lucasfilm, e The Black Hole lo dimostra in ogni sua scelta. Pur adottando alcuni elementi familiari — robot dall’aspetto memorabile, soldati corazzati, ambientazioni futuristiche — il film rinuncia quasi del tutto al senso di avventura e leggerezza che aveva reso Star Wars un fenomeno popolare.

Al contrario, la pellicola sembra guardare con maggiore interesse a 2001: Odissea nello spazio. Il tono è cupo, riflessivo, a tratti persino filosofico. L’equipaggio protagonista è serio, spesso privo di caratterizzazione emotiva, e la trama si avvolge su se stessa fino a diventare opaca. L’umorismo, elemento fondamentale per creare empatia con lo spettatore, è quasi del tutto assente, come se fosse stato risucchiato dal buco nero del titolo.

Questa indecisione identitaria è probabilmente il più grande limite del film. Disney voleva cavalcare l’onda del successo commerciale di Star Wars, ma senza rinunciare a una rispettabilità “adulta” e autoriale. Il risultato è un’opera che non riesce a essere né un’avventura spaziale divertente né una vera riflessione scientifica profonda. Anche l’uscita natalizia del 1979, pensata per conquistare il grande pubblico, si rivelò un errore di calcolo clamoroso.

Eppure, nonostante i suoi difetti, The Black Hole resta un oggetto affascinante. È la testimonianza di un momento storico in cui Disney non era ancora la macchina perfetta di franchise che conosciamo oggi, ma uno studio disposto a rischiare, sbagliare e sperimentare. Guardandolo oggi, più che chiedersi “cosa stavano pensando?”, viene da rispondere: stavano cercando di capire chi voleva essere nello spazio. E, forse, dovevano ancora trovare la rotta giusta.