Negli Stati Uniti, la religione sembra vivere un momento di rinascita, ma tra i fedeli cresce anche un senso di paura. La realtà che molte chiese stanno affrontando oggi è un paradosso: la fede appare in crescita, ma l’afflusso ai luoghi di culto diminuisce a causa del timore di retate migratorie.
Chiese vuote per paura dell’ICE: la fede americana sotto assedio
Il pastor Ervin Aguilón della Chiesa Metodista di North Hills, in California, racconta ancora lo shock per un’operazione della Border Patrol avvenuta vicino al suo tempio. Tre immigrati irregolari, tra cui un membro della comunità, sono stati fermati mentre famiglie e bambini assistevano impotenti. “La gente si sentiva al sicuro qui”, spiega Aguilón, sintetizzando la sensazione di tradimento e paura che ha colpito la congregazione.
Situazioni simili si registrano in molte altre chiese. Il pastore Carl Ruby, della Central Christian Church di Springfield, Ohio, sottolinea il ruolo di alcune comunità nel proteggere i fedeli a rischio, anche a costo di confronti con le autorità federali. I rapporti annuali della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti segnalano una crescente preoccupazione: l’applicazione della legge nei luoghi di culto è un’area critica, e la paura di retate ha ridotto la partecipazione alle messe e ad altri sacramenti.
Il problema si è aggravato dopo l’annuncio del 2025 del Dipartimento di Sicurezza Nazionale, che ha eliminato la protezione speciale per i cosiddetti “luoghi sensibili”, tra cui chiese, ospedali e scuole. Da allora, gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) possono agire anche in prossimità di questi spazi, aumentando il timore dei fedeli.
Aguilón racconta come la sua comunità abbia considerato di chiudere temporaneamente la chiesa o limitare le attività, ma ha scelto di rimanere aperta, offrendo sostegno e alternative a chi non si sente sicuro. Anche i vescovi della California hanno dispensato i fedeli dall’obbligo di partecipare alla messa, promuovendo misse online e altre forme di accompagnamento pastorale.
Queste tensioni si inseriscono in un contesto più ampio: la politica e la religione si intrecciano, come sottolineato dal presidente Donald Trump, che ha esaltato una “tremenda rinascita della fede” durante il suo mandato. Tuttavia, esperti come il ministro Brian Kaylor mettono in guardia sui rischi di usare la fede come strumento politico, rischiando di alienare le comunità religiose.
In definitiva, per molti pastori e fedeli, l’esperienza recente ha unito emozione e resilienza: “Non è lo stesso vedere il diavolo da lontano che averlo davanti”, dice Aguilón. La sfida per le chiese americane resta quindi duplice: sostenere la rinascita religiosa e proteggere le comunità più vulnerabili dalle paure generate da un’applicazione della legge sempre più invasiva.