Con una decisione che ha certificato il ''fallimento'' delle Istituzioni, il governo francese risarcirà la vedova dell'insegnante Caroline Granjean, che si è suicidata per le minacce subite perché omosessuale. Ad annunciarlo è stato il ministro dell'Istruzione, Edouard Geffray, che, rispondendo all'Assemblea nazionale a domande postegli sulla vicenda, ha annunciato che avrebbe "fatto una proposta di risarcimento alla vedova".
Francia, suicida docente perseguitata perché gay: lo Stato risarcirà la vedova
"Dobbiamo condannare le conseguenze, in primo luogo in termini di responsabilità del Ministero, ed è per questo che ovviamente farò una proposta di risarcimento alla signora Paccoud -Grandjean", ha dichiarato Geffray, riferendosi alla vedova della docente.
Questa risposta, ha detto una fonte del Ministero, potrebbe assumere la forma di un risarcimento finanziario, anticipando che a breve inizieranno i colloqui con l'avvocato della vedova.
Caroline Grandjean, 42 anni, era stata vittima di molestie dal settembre 2023 a causa della sua omosessualità e si è suicidata il primo settembre 2025, una tragedia che ha suscitato indignazione nella comunità degli insegnanti e non solo. Graffiti con le scritte "sporca lesbica" e "lesbica = pedofila" sono stati scoperti sui muri della sua scuola a Moussages, un villaggio di 200 abitanti nella regione del Cantal.
Dopo la comparsa di queste scritte fu aperta un'indagine, chiusa nel marzo 2025 "per mancanza di prove", secondo quanto comunicato dalla procura competente.
In congedo per malattia, all'insegnante era stato offerto un posto a pochi chilometri da Moussages per l'inizio dell'anno scolastico, ma non era stato in grado di tornare al lavoro. La moglie di Caroline Grandjean, Christine Paccoud, ha allora presentato una denuncia contro il Ministero dell'Istruzione per "molestie".
"Vedo questo risarcimento finanziario come 'daremo dei soldi a questa signorina e forse smetterà'", ha reagito la signora Grandjean-Paccoud, in una intervista radiofonica. "È così che la vedo - ha aggiunto -. I soldi non sono niente in confronto a quello che ho perso. I soldi non mi faranno tacere. Urlerò finché i responsabili non saranno chiamati a rispondere".
Pubblicata il 6 febbraio , l'inchiesta amministrativa avviata dopo il suicidio della docente ha concluso che vi era stata una "falla istituzionale nel sostegno" ricevuto. "Questa conclusione si basa in parte sulla sensazione dell'insegnante che l'istituzione non l'abbia sempre sostenuta di fronte ai conflitti con alcuni genitori", ha sottolineato il Ministero.
I risultati del rapporto, a seguito di questa indagine amministrativa, sono stati presentati a gennaio al Ministro dell'Istruzione, il quale ha dichiarato che "gli ispettori hanno segnalato una serie di decisioni di minore entità, che hanno descritto come burocratiche e amministrative e che, nel loro insieme, costituiscono un fallimento istituzionale". "In termini di pratiche amministrative, dobbiamo fondamentalmente umanizzare le nostre procedure di gestione amministrativa in un ministero con 1,8 milioni di dipendenti", ha sottolineato martedì il ministro Geffray davanti all'Assemblea nazionale.
"In termini concreti, c'è stata una gestione giuridica, amministrativa, persino burocratica, di una situazione drammatica", ha affermato ulteriormente Edouard Geffray. "Più che drammatica, dal momento che si è tolta la vita in seguito ad attacchi lesbofobici di cui è stata vittima da parte di terzi non ancora identificati", ha aggiunto.
Il ministro, tuttavia, ha sottolineato che "non vi era alcuna intenzione di nuocere nell'analisi degli ispettori", né è stata individuata alcuna colpa individuale.