L’Italia è, con gli Stati Uniti d’America e l’India, uno dei Paesi
più colpiti dalle ‘fughe di dati’ su larga scala. Ad attestarlo una
indagine su scala mondiale condotta dalle società NordPass e
NordStellar. Indagine che rivela come, dal 2023 al 2025, siano avvenute
quasi 10mila violazioni di dati su larga scala, che hanno coinvolto più
di 7,8 miliardi di indirizzi di posta elettronica. Dati che sottolineano
le crescenti difficoltà con cui ci si deve confrontare per tutelare le
informazioni sensibili.
Data breach, Italia tra i Paesi più colpiti: 7,8 miliardi di email esposte nel mondo
Nella stragrande maggioranza dei dataset violati erano presenti
informazioni utilizzabili rapidamente per fini illeciti: il 90%
conteneva indirizzi e-mail, il 68% numeri di telefono, il 32%
credenziali esposte (come password o chiavi) e il 12,3% documenti
nazionali. Le informazioni di carattere finanziario, quali dati bancari o
legati alle criptovalute, sono risultate coinvolte solo nel 2,2% dei
casi.
I ricercatori hanno identificato 1.203 fughe di dati con una precisa
connotazione nazionale (per le quali è stato possibile stabilire
l'origine) avvenute in 102 Paesi. In testa a questa classifica nel 2025
gli Usa, con 187 violazioni, seguiti dall’India con 121. Nelle posizioni
di testa nella graduatoria dei Paesi maggiormente colpiti anche
l’Italia con 44 violazioni. Altri obiettivi frequenti degli hacker sono
risultati Indonesia, Francia, Brasile, Germania, Argentina e Messico, a
dimostrazione di una diffusa vulnerabilità a livello globale che non
dovrebbe affievolirsi nel breve periodo.
Nel 2025 sono stati osservati cambiamenti rilevanti nella
distribuzione geografica delle fughe di dati. Mentre diversi Paesi
europei hanno registrato una diminuzione significativa dei casi (in
Italia calati da 69 a 44), gli Stati Uniti, l’America Latina, il Sud-Est
asiatico hanno subito un notevole aumento di violazioni di database.