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Guadalajara verso i Mondiali sotto assedio, città blindata tra sparizioni e scontri armati

 
Guadalajara verso i Mondiali sotto assedio, città blindata tra sparizioni e scontri armati
Redazione

A pochi mesi dall’inizio dei Mondiali di calcio del 2026, Guadalajara si trova a fare i conti con un’escalation di violenza che ha riacceso timori e tensioni. La città messicana, designata tra le sedi del torneo organizzato da FIFA insieme a Stati Uniti e Canada, dovrebbe ospitare quattro partite tra giugno e luglio. Ma gli scontri esplosi dopo un’operazione militare contro un potente cartello della droga hanno riportato al centro dell’attenzione la fragile situazione della sicurezza nello stato di Jalisco.

Guadalajara verso i Mondiali sotto assedio, città blindata tra sparizioni e scontri armati

L’ondata di violenza è seguita all’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, leader del Cartello Jalisco Nueva Generación, uno dei gruppi criminali più influenti del Paese. L’operazione dell’esercito, avvenuta a circa 130 chilometri da Guadalajara, ha provocato una reazione armata in diverse aree del Messico, con scontri, blocchi stradali e incendi di veicoli e attività commerciali. Le autorità hanno riferito di decine di vittime tra militari e membri dei cartelli.

Nei giorni successivi, Guadalajara si è presentata quasi deserta: scuole chiuse, attività sospese e partite di calcio annullate. Solo pochi giorni prima, i responsabili della sicurezza statale avevano definito la città “tranquilla”. Le immagini di auto carbonizzate e supermercati danneggiati hanno però riaperto interrogativi sulla capacità di garantire condizioni adeguate in vista di un evento sportivo globale.

Per affrontare la sfida, il governo di Jalisco ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza. Tra gli strumenti previsti figurano droni, sistemi anti-drone e reti di videosorveglianza potenziate con intelligenza artificiale. L’obiettivo è assicurare la protezione delle infrastrutture, a partire dallo Estadio Akron, che ospiterà le gare in programma.

Il contesto resta tuttavia complesso. Jalisco è tra gli stati messicani con il più alto numero di persone scomparse: secondo dati ufficiali, si contano oltre 12.500 casi, più della metà nell’area metropolitana di Guadalajara. Le sparizioni sono spesso legate al reclutamento forzato da parte di gruppi criminali. Negli ultimi anni, familiari delle vittime hanno individuato numerose fosse clandestine nel tentativo di ritrovare i propri cari.

Alcuni attivisti hanno espresso perplessità sull’opportunità di ospitare i Mondiali in una città segnata da questa crisi. Per chi è impegnato nella ricerca dei familiari scomparsi, la celebrazione sportiva rischia di apparire in contrasto con una realtà quotidiana fatta di dolore e incertezza.

Anche il settore turistico avverte le conseguenze dell’instabilità. Guide locali riferiscono cancellazioni di visite e tour, con ripercussioni economiche significative. La preoccupazione riguarda non solo l’immediato, ma anche l’immagine internazionale della città in vista dell’arrivo di tifosi e delegazioni.

Le autorità hanno inoltre individuato immobili utilizzati da gruppi criminali a pochi chilometri dallo stadio, a conferma di una presenza radicata sul territorio. Operazioni di polizia recenti hanno portato ad arresti per sequestro di persona in aree prossime agli impianti sportivi.

In questo scenario, Guadalajara si prepara a una prova delicata. Da un lato, l’opportunità di ospitare una manifestazione di risonanza mondiale; dall’altro, la necessità di garantire sicurezza e fiducia in un contesto segnato da violenza e sparizioni. La sfida per le istituzioni locali e federali sarà quella di conciliare l’organizzazione dell’evento con risposte efficaci a una crisi che da anni incide profondamente sul tessuto sociale della regione.