Il 2 marzo 1956 il Marocco ottenne ufficialmente l’indipendenza dalla Francia, ponendo fine a oltre quattro decenni di protettorato iniziato nel 1912. Dopo un primo periodo di autonomia parziale, fu siglato a Parigi un accordo che riconobbe la piena sovranità del Regno, e il protettorato fu definitivamente abolito il 7 aprile dello stesso anno. Nel corso del 1956 anche la Spagna rinunciò alle sue zone di occupazione, restituendo al Marocco territori come Tangeri e gran parte del Nord, salvo le enclave di Ceuta e Melilla.
Marocco, da protettorato a hub globale: indipendenza, commerci e nuove migrazioni
Con l’indipendenza, il paese instaurò una monarchia costituzionale sotto la guida del re Muhammad V, che aveva nominato nel 1956 un governo dominato dal partito nazionalista Istiqlal. Nel 1962 fu approvata una Costituzione che consolidò il ruolo centrale del monarca quale capo dello Stato, capo delle forze armate e leader religioso, con un Parlamento bicamerale e un primo ministro responsabile dell’esecutivo.
Negli ultimi decenni l’economia marocchina ha consolidato una crescita moderata ma costante, con una forte apertura ai mercati esteri. L’agricoltura rimane un settore importante in termini occupazionali, pur rappresentando una quota inferiore della produzione complessiva, mentre il commercio estero è ormai una componente cruciale del PIL. Il Marocco mantiene solidi rapporti commerciali con Unione Europea e Stati Uniti, con principali esportazioni di autoveicoli, macchinari, tessuti e fertilizzanti, e importanti partnership con Spagna, Francia, Italia e Germania.
Negli ultimi anni investimenti esteri e modernizzazione infrastrutturale - come lo sviluppo dei porti di Tanger Med e Casablanca e delle reti ferroviarie ad alta velocità - hanno posizionato il paese come un hub logistico tra Europa, Africa e Medio Oriente. Settori come l’automotive e l’industria manifatturiera sono cresciuti rapidamente, con oltre 600.000 veicoli assemblati destinati principalmente all’export.
Tradizionalmente il commercio e l’artigianato - dalle cooperative tessili alle produzioni agricole come oli e agrumi - rappresentano pratiche economiche diffuse a livello locale, mentre le rimesse degli emigrati e il turismo restano componenti rilevanti del sistema economico nazionale.
Il Marocco è anche membro della Lega Araba, organismo che riunisce gli Stati arabi con l’obiettivo di cooperare su questioni politiche, economiche e culturali nella regione. A livello sociale, una parte significativa della popolazione marocchina vive fuori dai confini nazionali: la diaspora marocchina è stimata in circa 3 milioni di persone nel mondo, con la maggior parte concentrata in Europa, soprattutto in Francia e Spagna.
In Francia, i cittadini di origine marocchina costituiscono una delle comunità straniere più numerose - con oltre 1,5 milioni di persone tra discendenti e immigrati secondo dati recenti - testimoniando i lunghi legami storici e culturali tra i due paesi.
I flussi migratori continuano a evolversi: secondo statistiche europee, nel 2023 circa 4,4 milioni di immigrati da paesi non UE sono entrati nei paesi dell’Unione, con una quota significativa di cittadini nordafricani tra i migranti.
Questi elementi mostrano un Marocco che, pur mantenendo profonde radici storiche e culturali, si è progressivamente inserito nella globalizzazione economica e nelle dinamiche migratorie contemporanee, rappresentando un ponte tra Africa ed Europa in termini economici, sociali e demografici.