La Ministra spagnola per l'Inclusione, la Previdenza Sociale e le Migrazioni, Elma Saiz, ha annunciato, per aprile, un piano straordinario di regolarizzazione dei migranti già presenti nel Paese.
Saiz ha spiegato che, una volta presentata la domanda, ci sarà un periodo massimo di 15 giorni affinché venga accettata e trattata; da quel momento, i richiedenti potranno lavorare in qualsiasi settore e in qualsiasi parte del Paese.
Spagna: il governo annuncia un processo straordinario di regolarizzazione
Elma Saiz ha affermato che il governo sta recuperando "lo spirito" dell'iniziativa popolare, bloccata al Congresso da "troppi mesi", chiarendo che la procedura riguarderà i cittadini stranieri che hanno soggiornato in Spagna per almeno cinque mesi prima del 31 dicembre o che hanno presentato domanda di protezione internazionale prima di tale data. Un altro requisito sarà l'assenza di precedenti penali.
I beneficiari otterranno un'autorizzazione iniziale valida per un anno e, trascorso tale periodo, potranno rientrare nelle categorie previste dalla normativa sull'immigrazione.
La regolarizzazione include i richiedenti asilo con domande presentate prima del 31 dicembre e consentirà anche il rilascio del permesso a coloro di soggiorno a coloro che hanno presentato domanda prima del 31 dicembre 2025.
Una soluzione come questa per i richiedenti asilo era una richiesta avanzata da molte organizzazioni sociali dopo che l'ultima riforma delle norme sull'immigrazione, attuata lo scorso anno, aveva danneggiato molti richiedenti protezione internazionale complicando il loro accesso alla residenza.
Fonti governative hanno anche chiarito che la regolarizzazione tutela il nucleo familiare, consentendo quindi la regolarizzazione simultanea dei figli minorenni già presenti in Spagna e, in questo caso, la validità del permesso sarà di cinque anni e non di uno, come nel caso degli adulti senza figli.
I tempi di elaborazione saranno al massimo di tre mesi, ma con la sola accettazione delle domande di elaborazione, che si risolverà in un massimo di 15 giorni, le persone potranno iniziare a lavorare fin dal primo giorno.
Il permesso avrà validità di un anno e consentirà il successivo inserimento nelle figure ordinarie della normativa sull'immigrazione, "favorendo un'integrazione progressiva e stabile".
Il Ministero è irremovibile su alcune delle critiche già sollevate riguardo al provvedimento: "Non c'è alcun fattore di attrazione quando vengono stabiliti un lasso di tempo chiaro, una data limite definita e una scadenza per le domande".
A questo proposito, il Ministero sottolinea che la Spagna ha una normativa sull'immigrazione "moderna ed efficace" che "rafforza i percorsi regolari, sicuri e ordinati" e sottolinea che il 95% dei migranti arriva attraverso questi percorsi regolari, mentre gli arrivi irregolari sono diminuiti di oltre il 40% nel 2025.
Il Ministero sottolinea quindi che questa riforma "non avvantaggia nemmeno le mafie", ricordando che l'irregolarità è proprio il miglior affare per chi sfrutta le persone: "Regolarizzare significa tagliare fuori quel business".
Si tratta della "prima importante misura del Piano di integrazione e coesistenza", che deve ancora essere resa pubblica, e fa parte di "una strategia coerente di politica migratoria volta a promuovere una migrazione regolare, sicura e ordinata", ha affermato il Ministero.
Il dipartimento guidato da Elma Saiz ha sottolineato che le regolarizzazioni straordinarie sono "una pratica consolidata di gestione delle migrazioni", già attuata in passato sia dal PP (2000 e 2001) che dal PSOE (1986, 1991, 1996 e 2005) e in altri paesi dell'Unione Europea come Italia e Portogallo (2020 e 2021).
Le prove empiriche dimostrano che questo tipo di misure "generano effetti positivi": ad esempio, la misura del 2005 ha migliorato l'integrazione lavorativa e la mobilità degli individui regolarizzati, ha aumentato le entrate fiscali e ha ridotto l'economia sommersa.