Nelle stesse ore in cui, all'età di 93 anni, moriva l'ex colonnello della Guardia civile Antonio Tejero, che nel febbraio del 1981, tentò un colpo di Stato per abbattere la giovanissima democrazia spagnola, nata sulle ceneri del franchismo, un rapporto dell'intelligence rivela che nel golpe erano coinvolti anche elementi dei servizi segreti.
Spagna: elementi dei servizi segreti coinvolti nel tentativo di golpe di Tejero
Nel rapporto si sostiene che sei persone, legate ai servizi, erano a conoscenza degli eventi prima del golpe o avevano pianificato un "supporto operativo" per il colpo di stato e poi avevano cercato di nascondere il loro coinvolgimento.
Successivamente, altri membri del Gruppo operativo per le missioni speciali (AOME) del Centro superiore per l'informazione sulla difesa (CESID, l'attuale CNI) adottarono "posizioni di solidarietà" con coloro che avevano preso parte alla rivolta.
Il documento si concentra sull'attività dell'AOME, un'unità d'élite dotata di un certo grado di autonomia all'interno dei servizi segreti spagnoli.
Alla fine, solo due membri di quell'unità furono processati e solo uno fu condannato (a sei anni di reclusione, per essere graziato nel 1984): il capitano Vicente Gómez Iglesias. Il comandante José Cortina fu processato e assolto. Secondo il rapporto del CESID, "non è provato che ne fosse a conoscenza, ma ci sono indizi che lo fosse".
Secondo il documento, ci sono prove dei contatti di Cortina con il nunzio e con l'ambasciatore degli Stati Uniti a Madrid nei giorni precedenti al 23 febbraio, come rivelato da Gómez Iglesias.
Uno dei documenti, ora declassificati, relativi al tentato colpo di Stato del 1981 fornisce una cronologia degli eventi dal punto di vista del Palazzo della Zarzuela e menziona quattro telefonate dal palazzo al generale Alfonso Armada, alcune delle quali "molto tese", cinque al tenente generale Jaime Milans del Bosch e una al tenente colonnello Antonio Tejero.
Il documento del Centro Superiore di Informazione per la Difesa (CESID), intitolato "Breve resoconto degli eventi del 23 e 24 febbraio 1981, a seguito dell'assalto al Congresso noto al Palazzo della Zarzuela", afferma che, "durante le prime ore e poi per tutta la notte", autorità civili, istituzioni e rappresentanti politici e sindacali chiamarono il Palazzo della Zarzuela.
Tutti "furono rassicurati e consigliati di mantenere e promuovere la compostezza e la calma, essendo informati dell'atteggiamento e degli ordini impartiti da Sua Maestà il Re".
Il capitano della Guardia Civil Gil Sánchez Valiente fuggì dalla Spagna dopo il tentato colpo di Stato del 23 febbraio e anni dopo finì per scontare una pena per "diserzione". I documenti rivelano che i servizi segreti lo stavano seguendo, ma non fanno luce sul contenuto della fantomatica valigia con cui aveva lasciato il Paese e nella quale, secondo i media del tempo, c'erano documenti relativi al tentato colpo di Stato.
Altri documenti declassificati documentano campagne contro Juan Carlos I per cercare di implicarlo nel colpo di Stato, in modo da avere argomenti contro la Corona che avrebbero reso possibile "un tentativo simile in futuro" e che "hanno avuto un certo successo nei settori dell'estrema destra".
Tra questa documentazione declassificata c'è un documento del Partito Comunista, datato 11 maggio 1981, che mette in guardia da uno "scacco matto" dell'estrema destra, che "vuole incriminare la monarchia e distruggerla come istituzione democratica".
Si tratta di avvertimenti che i teorici del Partito comunistia presentarono all'allora segretario generale, Santiago Carrillo, in un promemoria riservato in cui parlavano del pericolo di permettere all'estrema destra "di regnare sovrana nel mercato nero delle voci... e, cosa più grave, di soffermarsi sul presunto coinvolgimento del re nel colpo di Stato".
Il 24 febbraio 1981, il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan telefonò al re Juan Carlos per offrirgli il suo sostegno alla democrazia spagnola, una chiamata che cambiò la linea adottata il giorno prima dal suo segretario di Stato, Alexander Haig, che aveva semplicemente descritto il colpo di Stato come una "questione interna".
Tra i documenti relativi al tentativo di colpo di Stato che sono stati declassificati c'è un dossier del Ministero degli Affari Esteri intitolato: "Documento sul conflitto diplomatico tra i governi di Spagna e Stati Uniti sulle dichiarazioni del Segretario di Stato americano in relazione al colpo di Stato". Durante un'apparizione pubblica alle 18:00 nel suo Paese, mezzanotte in
pagna, Haig, rispondendo al gironalisti, disse, in merito al golpe: "Non abbiamo nulla da dire oggi, se non che stiamo seguendo l'evolversi della situazione. È troppo presto per commentare. È una questione interna".
Reagan, la mattina seguente, chiamò Re Juan Carlos per manifestargli il suo appoggio. Ma anche, in una lettera datata 27 febbraio, inclusa nella stessa lista di documenti declassificati, gli disse che "l'America applaude la vigorosa e coraggiosa determinazione con cui ha affrontato la grave sfida che le istituzioni democratiche hanno dovuto affrontare".