Questa
volta però l'iniziativa di Trump, che in questo modo forse ritiene di
ingraziarsi ulteriormente lo zoccolo duro del movimento Maga, del quale
però fanno parte anche moltissimi neri, ha fatto scalpore. L'effetto è
stato ributtante, senza che, a giustificare la cosa, ci siano se e ma,
come pure ha tentato di fare portavoce della Casa Bianca, Karoline
Leavitt, che ha respinto le critiche al post che ritraeva gli Obama.
In
una dichiarazione appena resa pubblica dopo il deflagrare della
protesta, la portavoce ha parlato di ''falsa indignazione'', e le sue
parole, semmai possibile, rendono l'ultima impresa di Trump ancora più
sconcertante: ''E' tratto da un video meme di Internet che raffigura il
presidente Trump come il Re della giungla e i Democratici come
personaggi del Re Leone. Per favore, smettetela con questa falsa
indignazione e parlate oggi di qualcosa che conta davvero per il
pubblico americano''.
Solo che il video che Trump ha
condiviso - e che ha sparato insieme ad altri sessanta nell'arco di
appena tre ore, mostrando un carattere del presidente che meriterebbe
non questo commento, ma quello di studiosi del comportamento umano e dei
disastri che l'uso sconsiderato del pollice opponibile può provocare -
ritrae i coniugi Obama nell'animale da che sempre i razzisti assumono
come diretto progenitore dei neri.
E su questo no ci sono scuse che reggano.
Il
video, che dura poco più di un minuto, accompagna le immagini di Barak e
Michelle Obama, sorridenti e pelosi, al suono della canzone ''The lion
sleeps tonight'' e comprende altri leader Democratici, compreso Joe
Biden che appare come una scimmia che mangia una banana.
Il
gruppo Republicans Against Trump, spesso critico del presidente sui
social media, ha criticato il post e la sua "immagine razzista". "Non
c'è fondo", ha scritto il gruppo.
Ma ormai la deriva
senza freni di Trump si palesa a cadenza quasi quotidiana, ricorrendo
al peggio della comunicazione, che ormai lui ha portato ad un livello di
aggressività che non ha eguali nella storia degli Stati Uniti.
Una
scelta che attinge a piene mani alla galassia dei meme e dei video
generati dall'intelligenza artificiale e che, per i suoi collaboratori, è
una cosa divertente. Come ha detto la stessa Leavitt oggi.
Gli
Obama sono sempre stati nel mirino di Trump che tra l'altro disse che
il suo predecessore non poteva essere eletto essendo nato in Kenya,
quando la Costituzione impone che i natali siano nel territorio degli
Stati Uniti.
Obama rese pubblici i documenti che ne
attestavano la nascita alle Hawaii, mettendo Trump all'angolo e
facendogli ammettere che aveva detto una cosa falsa.