Avere dodici anni appena e, per una grave e irrisolta forma di obesità, pesare 200 chilogrammi.
La storia di Mariano, che vive a Vena. un piccolo centro del comprensorio di Lamezia Terme, è di quelle che incutono stupore, ma anche partecipazione e insieme speranza. Perché attorno a lui si è stretta una intera comunità che va oltre l'ambito fisico, perché Mariano ora trova accanto a sé molta gente che, della sua situazione, s'è fatta carico, cercando di aiutarlo a trovare una soluzione.
Una intera comunità si mobilita per Mariano, il bambino che pesa 200 chilogrammi
Il momento in cui questo bambino ad un passo dal diventare ragazzo ha forse intravisto la speranza di guarire è stato quando attorno a lui si è stretta la Fondazione Bambino Gesù del Cairo che, al grido di ''Siamo tutti Mariano'', lo ha adottato facendo della sua battaglia per la vita anche la propria.
La malattia di cui soffre Mariano non è stata ancora scoperta e della sua vicenda si sono occupati i media, come hanno fatto Le Iene, che lo hanno messo al centro di un servizio.
Un reportage che ha dato il via ad una catena di solidarietà che ha avuto un primo, inatteso, sperato risultato, quando il bambino è stato ricevuto in udienza privata da Papa Leone XIV.
Al pontefice americano la madre del bambino, Tamara De Fazio, ha detto poche, ma importanti parole, che raccontano la fatica quotidiana nell'affrontare la malattia del figlio: "Santità, benedica le mie mani perché le sento stanche e provate dalla battaglia. Abbiamo attraversato l'Italia per 12 anni alla ricerca di un nome e di una cura mentre Mariano ci agganciava forte alla fede".
"Da grande – aveva detto Mariano durante il Giubileo delle persone con disabilità organizzato dalla diocesi di Lamezia Terme –voglio fare il prete".
La Fondazione Bambino Gesù del Cairo Ente Filantropico ETS ha scelto di stringerlo a sé, adottando ufficialmente il suo cammino di guarigione, protezione e rinascita.
Forse per qualcuno quei 200 chilogrammi sono solo un fatto aritmetico, che in qualcuno può destare curiosità o generare qualche sorrisetto.
Ma la rara patologia si traduce, per Mariano, in un peso quotidiano fatto della fatica di muoversi, di vedere limitata la possibilità di muoversi, magari pensando ai suoi coetanei che giocano spensierati, come fanno i bambini.
Ma questo bambino, dal sorriso travolgente, non è solo perché la rete di assistenza e di cura stesa intorno a lui è forte, è importante, gli dà speranza. Quella che lui non ha mai perso.
L'adottare Mariano non è stato un atto simbolico, perché la Fondazione lo ha fatto con un accordo legale con i genitori, Sigismondo e Tamara, che anche la volontà di restargli accanto.
La Fondazione Bambino Gesù del Cairo, fortemente voluta Papa Francesco, si spenderà per garantire che tutto l'aiuto che arriverà a sostegno delle cure per Mariano sarà gestito, nella massima trasparenza, perché si traduca nel sostegno concreto a Mariano, oggi e per il futuro.
Il perché della scelta della Fondazione è stato spiegato da mons.Yoannis Lazhi Gaid, che è è il presidente e che è stato uno dei collaboratori più stretti di papa Francesco (era il suo segretario personale): ''Abbiamo deciso di abbracciare Mariano, di farci carico della sua fragilità e di trasformarla in speranza viva. Non potevamo restare spettatori davanti al peso che grava sulle spalle di un bambino. Abbiamo scelto di condividerlo, di sostenerlo insieme a migliaia di cuori generosi e di rilanciare con forza l’iniziativa: Siamo tutti Mariano. Non cammineremo da soli: lo faremo insieme a chiunque vorrà unirsi a noi, coordinando ogni aiuto con rigore e trasparenza, perché la speranza di Mariano non sia più un’attesa fragile, ma una casa sicura, una cura costante, un futuro possibile. Nessun peso è irrisollevabile, quando a sollevarlo è l’amore di molti".