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Frane, l’Italia scivola: aree a rischio +15% in tre anni

 
Frane, l’Italia scivola: aree a rischio +15% in tre anni
Redazione

A seguito della disastrosa frana di Niscemi, il report ISPRA svela un'Italia vulnerabile dal punto di vista idrogeologico: 8 milioni di abitanti vivono in zone a rischio per frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera. Secondo l'ultimo report dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il 94,5% dei Comuni italiani è esposto a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera.

Frane, l’Italia scivola: aree a rischio +15% in tre anni

Considerando anche le “zone di attenzione”, il 23% dell'intero territorio nazionale è soggetto a potenziali smottamenti. Nel giro di soli 3 anni, la superficie a rischio frana è aumentata del 15%, con 742.000 edifici e 75.000 imprese attualmente esposti.

La pericolosità per frane ed alluvioni viene suddivisa in diversi livelli: nel caso degli eventi franosi, si parte da aree di attenzione (AA), per poi salire a pericolosità frana moderata (P1), media (P2), elevata (P3) e molto elevata (P4). Se invece guardiamo al rischio alluvioni, la pericolosità viene suddivisa in bassa, media ed elevata.

Per capire in che fascia di pericolosità ricade la zona dove abitiamo, l'ISPRA mette a disposizione la sua piattaforma nazionale IdroGEO, grazie alla quale gli utenti possono cercare un indirizzo ed identificare il livello di pericolosità per frane e alluvioni associato, con un intervallo di 500 metri dal punto di interesse.

Uno dei dati più rilevanti che emerge dal rapporto è l'espansione delle aree classificate a pericolosità da frana. Entrando nello specifico, le regioni con il maggior numero di abitanti a rischio frana sono la Campania, la Toscana, la Liguria e l'Emilia-Romagna, con gli aumenti più significativi della pericolosità (classificate come P3 e P4) che si sono registrati nella Provincia Autonoma di Bolzano (+61,2%), in Toscana (+52,8%), in Sardegna (+29,4%) e in Sicilia (+20,2%). Nella pratica, questo significa che le aree a pericolosità da frana elevata (P3) e molto elevata (P4) ora rappresentano il 9,5% del territorio nazionale.

L’Italia si conferma così tra i Paesi europei più esposti a questi rischi, con oltre 636.000 frane censite nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), realizzato da ISPRA insieme a Regioni, Province autonome e ARPA. Di queste, il 28% sono fenomeni estremamente rapidi con elevata distruttività, il che purtroppo comporta spesso gravi conseguenze in termini di perdita di vite umane. Guardando invece al rischio alluvioni, a spiccare sono nuovamente l'Emilia-Romagna, la Toscana, il Veneto e la Lombardia.