• ALT

Mobilità: Corte dei conti europea punta il dito contro le politiche degli Stati Membri

 
Mobilità: Corte dei conti europea punta il dito contro le politiche degli Stati Membri
Redazione

Secondo un audit pubblicato dalla Corte dei conti europea, gli Stati membri dell'Unione europea devono investire di più nei treni regionali, nelle reti tranviarie, nelle piste ciclabili e negli interscambi urbani per incoraggiare i lavoratori a lasciare l'auto e aiutare l'Unione a raggiungere i propri obiettivi di mobilità sostenibile.

Mobilità: Corte dei conti europea punta il dito contro le politiche degli Stati Membri

"Molti cittadini dell'UE utilizzano l'auto ogni giorno nelle aree urbane, spesso perché non ci sono alternative di mobilità interessanti", ha affermato il responsabile dell'audit, Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, che ha sottolineato che "gli sforzi locali sono fondamentali per ulteriori miglioramenti".

L'analisi rivela che l'UE ha stanziato circa 60 miliardi di euro tra il 2014 e il 2027 per migliorare le reti di trasporto e "ha compiuto sforzi costanti per promuovere la mobilità sostenibile dei pendolari come alternativa praticabile all'uso dei veicoli privati" e invita gli Stati membri a rafforzare i propri investimenti.

Punta di diamante dell'approccio dell'UE sono i Piani di mobilità urbana sostenibile (PUMS), obbligatori per 431 città dell'UE entro il 2024, ma nei quali i revisori hanno rilevato "diverse carenze che hanno ridotto l'efficacia dei PUMS esaminati", afferma la Corte dei conti, che basa la sua analisi sulle aree urbane di Budapest, Katowice, Lisbona, Praga, Siviglia e Lille.
In particolare, si sottolinea che molti Piani di mobilità urbana sostenibile si basano su confini amministrativi e non riflettono adeguatamente i flussi effettivi di pendolari (coloro che si spostano quotidianamente per recarsi al lavoro), tralasciando così una parte significativa degli spostamenti giornalieri.

Inoltre, i revisori sottolineano che le linee guida europee impongono che la pianificazione della mobilità sia collegata alla pianificazione dell'uso del territorio, in modo che lo sviluppo urbano e i sistemi di trasporto si completino a vicenda, cosa che nella pratica non sempre avviene.

I revisori dei conti criticano, inoltre, il fatto che la maggior parte dei piani analizzati non contenesse informazioni chiare sulla disponibilità di finanziamenti per gli investimenti previsti , nonostante disporre di risorse sufficienti sia essenziale per ottenere risultati tangibili.
Gli esperti sottolineano che un audit del 2020 aveva già indicato - e ribadiscono - che nei tragitti fino a 45 minuti dalle aree suburbane, l'auto consente comunque di raggiungere molte più aree rispetto ai trasporti pubblici, anche nelle ore di punta.