Alla Camera dei Deputati la ristampa del saggio di Walter Rodinò diventa occasione di confronto istituzionale sul futuro della democrazia italiana e sulla necessità di governi stabili e legittimati dal voto popolare.
Non capita spesso che la ristampa di un saggio politico diventi l'occasione per un dibattito così vivo e partecipato. Eppure, la sala stampa della Camera dei Deputati ha ospitato oggi un evento che va ben oltre la semplice celebrazione editoriale: la nuova vita del libro di Walter Rodinò, “Premierato, democrazia senza se e senza ma”, si è confermata lo specchio di una necessità civile e di un’urgenza istituzionale che il Paese non può più ignorare.
Per chi segue il dibattito pubblico con occhio critico e lontano dalle “ideologie becere”, il lavoro di Rodinò è già un punto di riferimento. Il successo di questo volume, che oggi torna in libreria a grande richiesta, poggia su tre pilastri fondamentali: il contenuto mai banale, una ricerca certosina tra i gangli burocratici dello Stato e, soprattutto, una capacità di sintesi rara. Rodinò ha il pregio di trasformare quello che appare come un mostro tecnico – il Premierato – in un’evoluzione naturale e necessaria della nostra democrazia.
IL VALORE DELLA STABILITÀ E IL CORAGGIO DEL CAMBIAMENTO
Ad aprire i lavori è stata la moderatrice Myriam Fecchi, che ha introdotto il cuore del pensiero di Rodinò citando un passaggio chiave del libro: «...sono favorevole all’alternanza democratica, non capisco la paura del premierato che, applicato, dà stabilità alla democrazia; la sovranità appartiene al popolo, così come detta l’articolo uno comma due della Costituzione. Da qui è nata l’idea di questo libro, l’idea che i cittadini debbano scegliere non solo chi li rappresenta ma anche chi li governa, con un mandato chiaro e duraturo».
Proprio su questa "guida vellutata" l'autore accompagna il lettore. Rodinò riesce nella difficile impresa di rendere masticabili tecnicismi che spesso allontanano il cittadino dalla cosa pubblica, restituendogli la consapevolezza che quelle norme gli appartengono intimamente.
Particolarmente incisivo è stato l’intervento dell’onorevole Luciano Ciocchetti, che ha analizzato la questione sotto il profilo della stabilità storica. Ciocchetti ha ripercorso le fragilità della Prima Repubblica e le derive della Seconda, dove l’anomala frequenza dei cambi di esecutivo ha portato al paradosso di governi non eletti e, infine, alla stagione dei governi tecnici. La riforma del Premierato, come sottolineato nel dibattito, serve a "puntellare" la volontà popolare, evitando che l’elettore si senta tradito e finisca per disertare le urne per sfinimento.
Ma è nel cuore del libro che si trova la diagnosi più amara e, allo stesso tempo, più lucida della società italiana. Rodinò scrive con una perizia che non lascia spazio a infingimenti: «Gli Italiani sono, nella maggior parte, sfiduciati e rassegnati. Dagli impacci burocratici, dai bizantinismi, dalle piroette di chi decide poco e, spesso, lo fa non nel loro interesse. Gli Italiani hanno preso pure a rimpiangere gli uomini della Prima Repubblica dai quali potevano dirsi, coi loro limiti, pienamente rappresentati. Gli Italiani sentono l’indefinibile nostalgia non dell’uomo forte, ma di un leader che dica un sì che sia un sì, senza infingimenti o trucchi o retromarce più o meno velate».
È questa la cifra stilistica e umana di Walter Rodinò: parlare di democrazia senza maschere ideologiche. L'autore ci ricorda che, sebbene la nostra Costituzione sia una "prodigiosa creatura" nata oltre ottant’anni fa, essa non è un tabù intoccabile. In un mondo dove la velocità della politica e dell'economia impone risposte immediate, l'aggiornamento della Carta diventa un atto d'amore verso il Paese, non un sacrilegio. Del resto, i numeri parlano chiaro: dal 1948 a oggi sono state già 46 le modifiche apportate alla Costituzione.
In questa giornata di celebrazione, la ristampa di “Premierato, democrazia senza se e senza ma” non si configura solo come il successo editoriale di un collega e amico di grande spessore, ma come un invito rivolto a tutti noi a riappropriarci del futuro, chiedendo regole chiare, governi stabili e, finalmente, una democrazia adulta.
Premierato. Democrazia senza se e senza ma - Editore Frascati & Serradifalco