• La piattaforma di wealth planning
  • Italpress Agenzia di stampa

L’avocado parla siciliano, l’isola diventa capitale italiana del frutto tropicale

 
L’avocado parla siciliano, l’isola diventa capitale italiana del frutto tropicale
Redazione

Anche per il 2025, la Sicilia conferma il suo ruolo di principale motore della coltivazione italiana di avocado, pronta a crescere e a soddisfare una domanda dei consumatori sempre più elevata. Negli ultimi anni, il frutto sub-tropicale veniva quasi esclusivamente importato; oggi, invece, la coltivazione locale – favorita anche dall’interesse verso colture più remunerative – sta cambiando le regole del gioco.

L’avocado tra Sicilia e Colombia

I terreni lungo la costa ionica, tra Catania e Messina, e sulle pendici orientali dell’Etna, fino ai trecento metri di altitudine sul livello del mare, offrono un microclima stabile, suoli ben drenati e la protezione naturale del vulcano dai venti freddi: condizioni ideali per le varietà più diffuse, come Hass, Fuerte e Bacon.

Con circa mille ettari coltivati, la Sicilia produce oggi il 5% dell’intero fabbisogno nazionale. Sebbene il valore possa sembrare contenuto, le prospettive di crescita sono concrete: le aree costiere ioniche e tirreniche potrebbero arrivare a ospitare fino a 5.000 ettari di avocado, rappresentando anche un’opportunità ecologica particolarmente interessante per il recupero dei terreni incolti. Per estendere il periodo di raccolta e rispondere alle esigenze della grande distribuzione, gli agricoltori stanno sperimentando varietà come Zutano, Pinkerton, Lamb Hass e Reed, in grado di garantire un calendario commerciale più lungo.

Lidl Italia, in collaborazione con la Filiera Agricola Italiana, ha introdotto l’avocado siciliano nel 2020 e ne commercializza oggi oltre 172 tonnellate all’anno in 780 punti vendita, con il marchio “Firmato dagli Agricoltori Italiani”, a garanzia di filiera corta e qualità certificata. L’iniziativa ha riscontrato particolare successo soprattutto lo scorso anno, e ha contribuito a dimostrare come la tropicalizzazione del clima possa trasformarsi in opportunità, valorizzando anche il lavoro degli agricoltori locali anche su scala nazionale.

Nonostante la produzione nazionale sia ancora limitata rispetto alle importazioni, ciò evidenzia una concreta possibilità di sviluppare strategie nel settore primario caratterizzate da qualità e sostenibilità, mantenendo costantemente l’attenzione per il territorio.