Lo sport come leva di inclusione, come strumento educativo e come diritto da garantire a tutti, soprattutto nei territori più fragili. È questa la cornice dell’incontro pubblico “Lo sport: un diritto, non un privilegio”, che si svolge oggi, 30 gennaio, alle ore 17.00 negli spazi del Fusolab, in viale della Bella Villa 94, nel cuore del Municipio Roma V.
A Roma dibattito sullo sport come diritto. Al Fusolab istituzioni, esperti e cittadini insieme per un nuovo modello di inclusione
Un appuntamento che richiama istituzioni, professionisti e cittadini al fine di mettere al centro il tema dell’accesso equo alla pratica sportiva, anche attraverso strumenti come i voucher rivolti a famiglie, bambini e giovani. L’iniziativa, promossa dalla Roma Sport Week Race e patrocinata dal Municipio Roma V, nasce per avviare un confronto diretto sul ruolo delle attività sportive nei quartieri, sulla loro funzione sociale e sulle trasformazioni possibili quando l’accesso viene garantito a tutti.
A moderare l’incontro è Mario Galli, referente territoriale della manifestazione, mentre i saluti istituzionali sono affidati a Dario Minghetti, presidente di Fusolab, e a Mauro Caliste, presidente del Municipio Roma V. A intervenire nel corso del pomeriggio saranno amministratori e rappresentanti dell’amministrazione capitolina: Marco Ricci, assessore allo Sport del Municipio Roma V, Pino Battaglia, assessore alle Periferie di Roma Capitale, Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale, Ferdinando Bonessio, presidente della Commissione Sport, e Paolo Ferrara, vicepresidente dell’Assemblea Capitolina. Spazio anche per Armando Napolitano La Pegna, in rappresentanza della Roma Sport Week Race.
Il confronto verrà ampliato dagli interventi di figure del mondo sportivo, sanitario ed educativo: il campione e dirigente Sante Spigarelli, lo psichiatra Alessandro Vento, la psicologa Marta Cacciotti e l’educatore sportivo Angelo Massacci offriranno una lettura concreta dell’impatto che la pratica sportiva può avere sulle comunità, dalla prevenzione al benessere psicofisico, fino alla costruzione di reti sociali più solide. Un approfondimento utile per mettere in luce come lo sport possa incidere su dinamiche non solo familiari e scolastiche, ma anche di salute pubblica.
Il coinvolgimento del territorio è uno degli elementi chiave dell’evento, scuole e associazioni sportive dilettantistiche, infatti, porteranno esperienze dirette e proposte, in un dialogo aperto che punta a far emergere bisogni reali e possibili soluzioni condivise. Un approccio partecipato che rispecchia l’idea di sport come bene comune e come servizio di comunità. L’ingresso è libero e l’iniziativa si propone di rappresentare un passo verso una cultura sportiva più inclusiva, capace di mettere al centro le persone e le loro esigenze.