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Fast fashion, il lato oscuro della moda veloce, il caso Shein riaccende la polemica globale

 
Fast fashion, il lato oscuro della moda veloce, il caso Shein riaccende la polemica globale
Redazione

Se c’è una cosa che negli ultimi anni ha rivoluzionato il mondo della moda, questa è il fast fashion: la moda ultraveloce, capi a prezzi stracciati, collezioni che si rinnovano ad una velocità notevole ed un modello di business basato sull’acquisto compulsivo: nel cuore del fast fashion c’è un ciclo incessante di produzione e consumo che spinge le aziende di moda a produrre abiti a ritmi vertiginosi e i consumatori a credere di dover acquistare sempre di più per rimanere al passo con le tendenze.

Fast fashion, il lato oscuro della moda veloce, il caso Shein riaccende la polemica globale

Il fast fashion ha trasformato i vestiti in articoli usa e getta, generando un grave problema nell’uso smodato di materie prime e nella produzione di rifiuti, tanto che Greenpeace ha promosso una campagna internazionale per bandirlo.

Di recente, a Parigi è stato inaugurato il primo negozio fisico dell’azienda cinese di fast fashion Shein in Francia, nel centro commerciale BHV. Poche ore dopo l’inaugurazione del negozio, il Governo ha dichiarato che avvierà una procedura di sospensione del sito di Shein in Francia che durerà finché l’azienda non dimostrerà «alle autorità pubbliche che tutti i suoi contenuti sono finalmente conformi» alla legge ed ai regolamenti francesi. Pierre-François Le Louët, presidente dell’Unione francese delle industrie della moda e dell’abbigliamento, che negli ultimi giorni era intervenuto parecchio pubblicamente sulla questione, si è complimentato su X con il governo per la «buona notizia».

L’apertura è stata molto criticata, perché Shein da tempo non gode di buona fama: per le accuse di pratiche commerciali scorrette; perché di recente è stata denunciata alla procura di Parigi per la vendita di una bambola sessuale con fattezze infantili; per i suoi modelli di business e per la sua provenienza cinese. Il marchio è stato più volte accusato di sfruttamento dei lavoratori che vengono fatti lavorare anche per 17 ore al giorno e vengono pagati molto poco. Diverse inchieste hanno rivelato la presenza di manodopera minorile all’interno della filiera produttiva.

Anche il modello di produzione e di consumo è considerato altamente dannoso per l’ambiente, per via della rapidità con cui vengono realizzati e smaltiti gli abiti. Inoltre, è stato dimostrato che alcuni abiti di Shein contengono materiali inquinanti e nocivi per la salute. Nonostante le critiche l’azienda è molto importante dal punto di vista commerciale in Francia. Secondo un rapporto di NielsenIQ, società che fa ricerche di mercato a livello mondiale, nel 2022 il brand deteneva già circa il 34% del mercato del fast fashion in Francia. Oggi, Shein riceve circa il 32% del budget che i consumatori francesi destinano all’abbigliamento, nel 2020 era il 18%. La sua crescita è legata soprattutto al fatto che mantiene i capi a prezzi molto bassi e segue le nuove tendenze.