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Rottamazione quinques: come fare domanda online, le scadenze e come bloccare i pignoramenti

 
Rottamazione quinques: come fare domanda online, le scadenze e come bloccare i pignoramenti
Luca Lippi

È ufficialmente partita la nuova fase della definizione agevolata, meglio conosciuta come rottamazione delle cartelle esattoriali. Da questo momento, i cittadini che hanno pendenze con il fisco possono presentare la domanda per accedere a una misura che non rappresenta solo un risparmio sulle sanzioni, ma un vero e proprio scudo legale.

Rottamazione quinques: come fare domanda online, le scadenze e come bloccare i pignoramenti

L’invio dell’istanza, infatti, permette di fermare immediatamente le azioni più aggressive dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, come il blocco del conto corrente o il fermo amministrativo dell’automobile. Si tratta di un’opportunità di proporzioni enormi: lo Stato stima che la montagna di debiti potenzialmente interessati sfiori i quattrocento miliardi di euro, anche se l’obiettivo prudenziale è quello di incassarne circa nove nei prossimi nove anni.

COME PRESENTARE LA DOMANDA SUL PORTALE ONLINE
Per questa procedura non esistono moduli cartacei da spedire o sportelli fisici a cui rivolgersi: tutto avviene esclusivamente online attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Il termine ultimo per l’invio è fissato al 30 aprile 2026. La via più semplice è l’area riservata, a cui si accede tramite Spid, Carta d’Identità Elettronica (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns). In questo caso il sistema riconosce l’utente e mostra in automatico i carichi "definibili", ovvero i debiti che possono essere scontati.

Per chi non possiede un’identità digitale esiste una procedura pubblica, decisamente più complessa, che richiede la compilazione di un modulo, l’invio di un documento di identità e l’uso di un indirizzo email tradizionale, non Pec. Questo percorso è più rischioso perché prevede link di conferma che scadono rapidamente: se non si agisce in fretta, la procedura si annulla e va ricominciata da capo. In entrambi i casi, il sistema accetterà la domanda solo se i documenti inseriti contengono almeno un debito che rientra nei requisiti di legge.

PERCHÉ LA TEMPESTIVITÀ GARANTISCE PROTEZIONE IMMEDIATA
Sebbene ci sia tempo fino ad aprile, muoversi subito è una scelta strategica fondamentale. La sola presentazione della domanda genera un effetto di protezione immediata. Se un cittadino riceve oggi un avviso di pignoramento, l’invio dell’istanza congela la procedura, impedendo al fisco di avviare nuove azioni di recupero o di proseguire quelle già in corso, a meno che non si sia già arrivati alla fase finale della vendita dei beni. Questa protezione dura fino a luglio 2026, quando inizieranno i pagamenti. Agire in anticipo significa quindi mettere in sicurezza il proprio patrimonio e i propri mezzi di trasporto con largo anticipo rispetto alla scadenza del piano.

ATTENZIONE AI LIMITI: MULTE STRADALI E VECCHIE RATEIZZAZIONI
È bene ricordare che non tutti i debiti possono essere rottamati. Un caso tipico è quello delle multe stradali: lo sconto si applica solo a quelle gestite da amministrazioni statali, come le Prefetture. Al contrario, le sanzioni dei vigili urbani del proprio Comune sono spesso escluse, a meno che l’ente locale non abbia aderito specificamente. Un altro punto delicato riguarda chi ha già in corso un piano di rateizzazione ordinaria. In questo caso bisogna valutare con attenzione se passare alla rottamazione, poiché inserire un debito già rateizzato nella nuova procedura comporta la rinuncia definitiva a chiedere ulteriori dilazioni in futuro per quelle stesse somme. È una scelta senza ritorno che va ponderata con estrema cura.

PAGAMENTI FINO A NOVE ANNI E LA STRATEGIA DELLO SPACCHETTAMENTO
La novità più rilevante è la durata del piano di rientro, che può arrivare fino a nove anni. Il contribuente può scegliere di pagare tutto subito entro il 31 luglio 2026 oppure di dividere il debito in ben cinquantasette rate bimestrali, ovvero una scadenza ogni due mesi. Questa rateizzazione lunga prevede un interesse annuale del 3 per cento, ma impone che ogni rata non sia inferiore ai cento euro.
Data la severità della norma, gli esperti consigliano la tecnica dello "spacchettamento": invece di un’unica grande domanda, è preferibile presentarne diverse e separate. Questo permette di gestire meglio il rischio di "decadenza", ovvero la perdita dei benefici.

La legge prevede infatti che se si saltano due rate, anche non consecutive, l’intera rottamazione decade e tornano immediatamente le vecchie sanzioni e gli interessi. Dividendo il debito in più domande, se in futuro non si riuscisse a pagarne una, si perderebbe lo sconto solo su quella specifica parte, salvando però tutte le altre rateizzazioni in corso.

UN PATTO DI FIDUCIA PER RISANARE I CONTI
La rottamazione è, in ultima analisi, un patto di fiducia tra lo Stato e il contribuente. Il Governo offre una flessibilità mai vista prima e tempi lunghissimi per rientrare dal debito, ma in cambio esige precisione assoluta nei pagamenti. L’intera operazione è calibrata per permettere a una platea vastissima di cittadini di regolarizzare la propria posizione senza affogare nei debiti, garantendo allo stesso tempo alle casse pubbliche un flusso costante di entrate per i prossimi dieci anni. Pianificare con attenzione quali debiti inserire e come dividere le domande è il primo passo per non sprecare questa occasione di pacificazione con il fisco.