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Albania in rivolta: scontri, accuse e un governo sempre più sotto pressione

 
Albania in rivolta: scontri, accuse e un governo sempre più sotto pressione
Redazione

C’è ancora alta tensione a Tirana, dopo gli scontri in piazza dello scorso 24 gennaio tra la polizia albanese ed i manifestanti dell'opposizione che accusavano il primo ministro socialista Edi Rama di corruzione e ne chiedevano le dimissioni.

Albania in rivolta: scontri, accuse e un governo sempre più sotto pressione

Su appello del leader dell'opposizione Sali Berisha, ex primo ministro e leader del Partito Democratico d'Albania, diverse migliaia di persone si sono radunate davanti alla sede del Governo nel centro della capitale albanese. Berisha ha invitato la folla a "unirsi per rovesciare questo governo e insediare un governo tecnico incaricato di preparare elezioni rapide, libere e giuste". "Questo è l'ultimo chilometro prima della fine del regime di Edi Rama", ha detto l'ex primo ministro ai suoi sostenitori fuori dalla sede del partito dopo la manifestazione, promettendo di continuare la lotta.

In questo periodo, la politica albanese è segnata da durissimi attacchi verbali, con partiti di destra e di sinistra che si scambiano regolarmente insulti e si accusano a vicenda di corruzione e legami con la criminalità organizzata. Lo stesso Berisha è sospettato di aver assegnato appalti pubblici ai suoi parenti, cosa che lui nega fermamente.

Nel novembre 2025, un tribunale anticorruzione ha sospeso il vice primo ministro, stretto collaboratore di Rama, a causa del suo presunto ruolo in un caso di appalti pubblici. Belinda Balluku, che ha anche ricoperto la carica di ministro delle Infrastrutture e dell'Energia, ha respinto le accuse, mentre il primo ministro ha descritto la sua sospensione come "un brutale atto di interferenza nell'indipendenza del potere esecutivo". Su richiesta del governo, la Corte Costituzionale albanese l’ha temporaneamente reintegrata nel suo incarico a dicembre, in attesa di una decisione definitiva. Edi Rama ha difeso la Balluku ed ha accusato l’agenzia anticorruzione SPAK di abusare degli arresti preventivi, parlando di “arresti senza processo” incompatibili con gli standard europei.

Le proteste e la violenza politica arrivano in un momento in cui l’Albania cerca di presentarsi come partner affidabile per l’Unione europea e la NATO nei Balcani. Instabilità interna, accuse di corruzione sistemica e scontro aperto tra poteri dello Stato indeboliscono il Paese ed offrono spazio ad influenze esterne. Il premier albanese parla di “concittadini disperati”, mentre Berisha di Governo illegittimo. In mezzo, c’è uno Stato che rischia di essere travolto.