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Antico Caffè Greco, la leggenda di Roma chiusa tra sfratti, tesori d’arte e un futuro ancora sospeso

 
Antico Caffè Greco, la leggenda di Roma chiusa tra sfratti, tesori d’arte e un futuro ancora sospeso
Redazione

FOTO: nolitawanders - CC BY-SA 2.0

L’Antico Caffè Greco di Roma, situato in via dei Condotti poco distante dalla celebre Piazza di Spagna, è una delle caffetterie più antiche d’Italia e dell’Europa moderna. Fondato nel 1760 da Nicola della Maddalena, il locale è stato per oltre due secoli e mezzo un crocevia di artisti, letterati, filosofi e personaggi celebri provenienti da tutto il mondo, contribuendo in modo significativo alla storia culturale della capitale.

Antico Caffè Greco, la leggenda di Roma chiusa

Nel corso del tempo questo luogo è stato frequentato da figure di spicco della cultura e delle arti: scrittori come Goethe, James Joyce e Charles Baudelaire, musicisti come Rossini, artisti come Renato Guttuso e icone del cinema come Sophia Loren e Federico Fellini hanno varcato la soglia del Caffè. Con i suoi arredi storici, le sale eleganti e le oltre 300 opere d’arte custodite alle pareti, il Caffè Greco era diventato un vero e proprio museo vivente della vita intellettuale e sociale dei secoli passati.

Negli ultimi anni il destino dell’Antico Caffè Greco è stato oggetto di una lunga controversia legale. La disputa tra i gestori del Caffè ed il proprietario dell’immobile, l’Ospedale Israelitico di Roma, è iniziata nel 2017, quando il contratto di locazione è scaduto e la proprietà ha chiesto un aumento del canone di affitto. Le trattative si sono protratte per anni senza giungere ad una soluzione soddisfacente per entrambe le parti.

Dopo un contenzioso giudiziario durato circa otto anni, nel luglio 2024 la Cassazione ha confermato la disdetta del contratto di locazione, riconoscendo il diritto dell’Ospedale Israelitico a riprendere possesso dei locali. Questo ha portato, alla fine dell’estate 2025, all’esecuzione dello sfratto ed alla chiusura dell’Antico Caffè Greco. Prima della chiusura, circa trecento preziosi arredi, opere d’arte, quadri ed oggetti storici sono stati sequestrati dalle autorità per questioni legate alla loro tutela, suscitando ulteriore dibattito e polemiche.

Al momento, il Caffè Greco non ha riaperto al pubblico come attività commerciale con servizio al tavolo o come caffetteria. La proprietà ha dichiarato che la priorità sarà riaprire l’istituzione storica, anche attraverso un nuovo bando e una nuova gestione. Diverse testate italiane e internazionali riportano che è stata avviata una gara pubblica per individuare un nuovo gestore e che l’Ospedale intende attivarsi per mantenere l’attività all’interno del vincolo storico, tuttavia la riapertura non si è ancora concretizzata.