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Una nuova Venezia sul Pacifico: la sfida delle città galleggianti

 
Una nuova Venezia sul Pacifico: la sfida delle città galleggianti
Redazione

Oceanix Busan si candida a diventare uno dei progetti urbanistici più ambiziosi del XXI secolo. Presentata come la prima città galleggiante sostenibile al mondo, è pianificata al largo della costa di Busan, secondo porto della Corea del Sud e snodo strategico del commercio marittimo asiatico. L’iniziativa nasce come risposta concreta a una delle sfide più urgenti del nostro tempo: l’innalzamento del livello dei mari causato dal cambiamento climatico.

Una nuova Venezia sul Pacifico: la sfida delle città galleggianti

Il progetto è frutto di una collaborazione internazionale che coinvolge la società statunitense OCEANIX, l’agenzia delle Nazioni Unite UN-Habitat, il governo metropolitano di Busan e importanti studi di architettura, tra cui Bjarke Ingels Group (BIG) e SAMOO Architects & Engineers che è risultata in un accordo ufficiale siglato nel 2021, con l’obiettivo di realizzare un prototipo urbano replicabile in altre aree costiere vulnerabili del pianeta.

Oceanix Busan sarà composta da piattaforme galleggianti modulari, per una superficie complessiva iniziale di circa 6,3 ettari, capaci di ospitare fino a 12.000 abitanti. Ogni piattaforma avrà funzioni miste: residenziali, commerciali, turistiche e di ricerca, con una pianificazione pensata per garantire autosufficienza e flessibilità. Il modello modulare consentirà, in futuro, un’espansione graduale fino a decine di migliaia di residenti e la crescita armoniosa sarà accompagnata da un bilancio energetico net-zero, grazie a pannelli solari integrati, sistemi di accumulo e gestione intelligente dei consumi. L’acqua piovana verrà raccolta e depurata, mentre i rifiuti saranno trattati secondo un approccio circolare, riducendo drasticamente le emissioni. La produzione alimentare avverrà in parte all’interno della città, attraverso serre, acquaponica e agricoltura urbana.

Dal punto di vista architettonico, gli edifici manterranno un’altezza contenuta per migliorare la stabilità e la sicurezza in caso di eventi estremi. Le piattaforme saranno collegate tra loro e alla terraferma tramite ponti, creando un sistema urbano accessibile ma protetto. Ampi spazi pubblici, aree verdi e passeggiate sul mare sono pensati per favorire la qualità della vita e la socialità.

Si tratta quindi in realtà anche di un banco di prova politico e sociale, che potrebbe aprire la strada a un nuovo modello di città costiere resilienti, capaci di adattarsi a un clima che cambia senza rinunciare allo sviluppo.