Dal prossimo 12 agosto, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (Ppwr), le capsule monodose del caffè entreranno nella raccolta differenziata: saranno considerate packaging, anche se piene.
Dal 12 agosto cambia tutto, anche le capsule del caffè finiscono nel riciclo
Ha spiegato Simona Fontana, direttrice generale di Conai, il consorzio nazionale imballaggi: «Dal 2026 il quadro normativo sarà uniforme in tutta l’Ue e, quindi, entro il 2030 anche prodotti complessi come le capsule dovranno poter essere effettivamente riciclati. Siamo già al lavoro con i consorzi di filiera e tutti gli attori del settore per accompagnare questa transizione, puntando su progettazione sostenibile, innovazione impiantistica e metodi di raccolta sempre più efficienti».
Per Giovanni Cassuti, presidente di Corepla, il consorzio di riciclo degli imballaggi in plastica, «Si tratta di un passaggio significativo che migliorerà la gestione di un imballaggio sempre più diffuso e che rappresenta una sfida per tutti gli attori della filiera. Proprio per questo, stiamo studiando processi dedicati in grado di valorizzare questo tipo di imballaggio, per contribuire a rendere il sistema di riciclo e di recupero sempre più efficiente e sostenibile».
Armido Marana, del consiglio direttivo di Assobioplastiche, ha affermato: «Come filiera delle bioplastiche ci mettiamo a disposizione del sistema. Siamo in grado da una parte di produrre capsule di caffè in bioplastica, e già un quinto sugli scaffali della grande distribuzione lo sono, e dall’altro di curarne lo smaltimento nella raccolta dell’organico, avendo già tutta la linea di trattamento attraverso il consorzio Biorepack, recuperando quindi anche il caffè al loro interno».
Marana ha anche sottolineato alcune rigidità del Ppwr: impone ai Paesi di scrivere ora una lista di prodotti che si possono fare in bioplastica al posto di quelli in plastica vergine, vietati dal regolamento a partire dal 2030, come per esempio gli imballaggi per frutta e verdura fresca non lavorata di peso inferiore a 1,5 kg e le confezioni monouso dei ristoranti. «Un’altra assurdità», ha aggiunto Marana, «è che bisogna compilare questa lista ora o mai più, negando di fatto l’evoluzione tecnologica dei prossimi anni. Senza contare i tempi strettissimi per mandarla a Bruxelles e avere una risposta prima di agosto. Per questo il confronto con tutti i rappresentanti delle filiere e i ministeri di Ambiente e Imprese sono serrati. Si sta lavorando per trovare una soluzione».