Ormai gli strumenti di intelligenza artificiale sono presenti in moltissimi campi, anche in alcuni dove l'opera dell'Uomo dovrebbe essere la migliore, come quando si tratta di tradurre da una lingua all'altra testi magari redatti con un linguaggio complesso perché desueto.
Come, ad esempio, sta accadendo ai traduttori che prestano la loro attività, ormai da anni, nelle istituzioni dell'Unione Europea e che ora vedono il loro lavoro sostituito dall'Ia.
L'intelligenza artificiale fa altre ''vittime'': i traduttori stanno perdendo il lavoro
C'è che dice di avere perso circa il 70% del suo reddito quando il lavoro di traduzione nell'UE si è esaurito. Ora, il lavoro disponibile consiste nel rifinire le traduzioni generate automaticamente, lavori che non tutti accettano perché poi si dimostrano un aiuto a formare il software sottraendo lavoro ai traduttori umani. Quando il testo modificato viene reinserito nel software di traduzione in sostanza impara dal lavoro umano.
Mentre i lavoratori di tutto il mondo si interrogano su come l'intelligenza artificiale possa influire sui loro mezzi di sussistenza – un tema che è stato all'ordine del giorno del World Economic Forum di Davos –, questa domanda non è più un'ipotesi nel settore della traduzione.
App hanno già ridotto la necessità di traduttori umani e la crescente adozione dell'intelligenza artificiale generativa non ha fatto che accelerare questa tendenza.
Un sondaggio del 2024 condotto dalla Society of Authors del Regno Unito tra i professionisti della scrittura ha mostrato che oltre un terzo dei traduttori ha perso lavoro a causa dell'intelligenza artificiale generativa, in grado di creare testi sofisticati, nonché immagini e audio, partendo dai suggerimenti degli utenti. E il 43% dei traduttori ha dichiarato che il proprio reddito è diminuito a causa di questa tecnologia.
Negli Stati Uniti, i dati del periodo 2010-23 analizzati da Carl Frey e Pedro Llanos-Paredes dell'Università di Oxford hanno mostrato che le regioni in cui Google Translate era maggiormente utilizzato hanno visto una crescita più lenta del numero di posti di lavoro per traduttori. Originariamente basato sulla traduzione statistica, Google Translate è passato a una tecnica chiamata traduzione neurale nel 2016, ottenendo testi dal suono più naturale e avvicinandosi agli strumenti di intelligenza artificiale odierni.
E c'è chi stima che, al ribasso, sostiene che in assenza della traduzione automatica si sarebbero creati circa 28.000 posti di lavoro in più per i traduttori.
Ma, in carenza di occasioni di lavoro, ormai affidato all'IA, traduttori e professionisti della comunicazione integrano il proprio reddito con altri lavori grazie all'impatto dell'intelligenza artificiale.
E altre nubi si affacciano, perché, come sta accadendo nello Stato americano del Wisconsin, è in valutazione un disegno di legge che consentirebbe l'utilizzo dell'intelligenza artificiale o di altre traduzioni automatiche nei procedimenti civili o penali e in altri casi.
Una proposta che potrebbe aprire la strada all'adozione di leggi simili in altri Stati degli Usa.
Che la situazione stia peggiorando, per i traduttori, è confermato anche dal fatto che Green Linguistics, che fornisce appunto servizi linguistici, ha di recente perso un importante cliente aziendale che ha optato per un'azienda che offriva traduzioni basate sull'intelligenza artificiale, di fatto imponendo dei licenziamenti.
Christina Green, titolare di Green Linguistics, dice che ''le persone e le aziende pensano di risparmiare denaro con l'intelligenza artificiale, ma non hanno la minima idea di cosa sia, di come venga influenzata la privacy e quali siano le implicazioni".
Molti traduttori stanno effettivamente cercando di riqualificarsi "perché la traduzione non genera più i guadagni di prima", secondo Ian Giles, traduttore e presidente della Translators Association presso la Society of Authors del Regno Unito. La situazione è simile negli Stati Uniti: molti traduttori stanno abbandonando la professione, ha dichiarato Andy Benzo, presidente dell'American Translators Association.
E Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo monetario internazionale, ha dichiarato a Davos che il numero di traduttori e interpreti del fondo è sceso da 200 a 50 grazie al maggiore utilizzo della tecnologia.