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Sono passati 30 anni dall’incendio del Teatro La Fenice

 
Sono passati 30 anni dall’incendio del Teatro La Fenice
Redazione

Era il 29 gennaio 1996. La Fenice - l’uccello mitologico che rinasce sempre dalle proprie ceneri - era chiusa per lavori di manutenzione ed un incendio doloso l’avvolse completamente, distruggendo platea, palchi e soffitto, lasciando solo le mura perimetrali in piedi. L’inchiesta giudiziaria individuò i due responsabili: due elettricisti, che decisero di appiccare il fuoco per evitare penali dovute ai ritardi nei lavori di restauro. Già nel 1836 un incendio aveva distrutto l’edificio, che fu ricostruito in tempi rapidissimi e riaperto a dicembre dello stesso anno.

La Fenice, il teatro che non muore mai, dalle ceneri del 1996 al ritorno di un simbolo mondiale

La ricostruzione del teatro dopo l’incendio del 1996 seguì lo slogan com’era, dov’era, ispirato alla ricostruzione del campanile di San Marco. Grazie al lavoro di centinaia di artigiani, il teatro venne ricostruito in soli sette anni in stile ottocentesco. Fu inaugurato il 14 dicembre 2003 con un concerto inaugurale affidato a Riccardo Muti, mentre la prima opera messa in scena fu La traviata.

Inaugurato il 16 maggio 1792, La Fenice nacque dopo la distruzione per un incendio del Teatro San Benedetto nel 1774. La Nobile Società dei Palchettisti volle erigere un nuovo teatro, progettato da Giannantonio Selva in stile neoclassico. Alla Fenice, Gioachino Rossini, giovanissimo, ebbe modo di sperimentare: Tancredi nel 1813 e Semiramide nel 1823. Fu il teatro dell’ascesa di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti: il primo porta in scena I Capuleti e i Montecchi (1830) e Beatrice di Tenda (1833), mentre Donizetti debutta con Belisario, Pia de’ Tolomei e Maria de Rudenz. È con Giuseppe Verdi che la Fenice vive alcuni dei suoi momenti più memorabili. Tra il 1844 e il 1857 Verdi presenta cinque prime assolute: Ernani nel 1844, Attila nel 1846, la Rigoletto nel 1851, La traviata nel 1853, Simon Boccanegra nel 1857. Nel Novecento, il teatro si apre alla scena internazionale.

Nel 1951, La Fenice ospita la prima mondiale di The Rake’s Progress di Igor Stravinskij. Nel 1954, il teatro presenta The Turn of the Screw di Benjamin Britten. Altre prime riguardano lavori di Sergej Prokof’ev, come L’angelo di fuoco nel 1955, Luigi Nono, Mauricio Kagel, Adriano Guarnieri e Luca Mosca.

Oggi La Fenice continua ad essere non solo uno straordinario luogo di storia, ma un grande laboratorio di produzione musicale, con oltre cento recite all’anno, stagioni sinfoniche affascinanti ed una scena operistica di qualità.