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Il grande ritorno del lupo, dove vive oggi e quanti sono davvero

 
Il grande ritorno del lupo, dove vive oggi e quanti sono davvero
Redazione

Il monitoraggio nazionale del lupo in Italia, realizzato da ISPRA su mandato del Ministero della Transizione Ecologica, ha fornito per la prima volta una stima scientificamente robusta sulla consistenza e la distribuzione di questa specie sul territorio nazionale. I dati di campo sono stati raccolti tra ottobre 2020 e aprile 2021, utilizzando un protocollo standardizzato su tutta la Penisola.

Il grande ritorno del lupo, dove vive oggi e quanti sono davvero

Secondo tale rapporto, la popolazione di lupi in Italia è stimata in circa 3.501 individui, con un intervallo di incertezza compreso tra 2.949 e 3.945.
Il monitoraggio ha utilizzato una rete di rilevamento che ha incluso fototrappole, analisi genetiche, osservazioni di tracce e testimonianze indirette, permettendo di costruire mappe di distribuzione e probabilità di presenza della specie. Si evince come la specie sia diffusa su gran parte del paese: nelle regioni alpine la stima è di circa 952 lupi, occupando un’area minima di presenza di circa 41.600 km², mentre nelle regioni peninsulari si calcolano circa 2.557 lupi su circa 108.534 km² di territorio.

Questi risultati evidenziano la ripresa demografica e geografica della specie in Italia negli ultimi decenni, grazie alla protezione legale e alla disponibilità di habitat e prede.

Un ruolo centrale a favore della crescita è stato svolto dalla protezione legale della specie, introdotta a partire dagli anni Settanta, che ha posto fine alla persecuzione diretta e al bracconaggio sistematico. A ciò si è aggiunta la ricolonizzazione naturale degli habitat montani e collinari, favorita dall’abbandono delle aree rurali e dall’aumento delle superfici boschive. Importante è stata anche la maggiore disponibilità di prede selvatiche, come cinghiali e cervidi, che ha reso possibile la stabilizzazione di nuovi branchi sia lungo l’Appennino sia sulle Alpi.

Dal punto di vista ambientale, il ritorno del lupo ha effetti in gran parte positivi. In quanto predatore apicale, la specie contribuisce a regolare le popolazioni di ungulati, limitando il sovrapascolo e favorendo l’equilibrio degli ecosistemi. La sua presenza può quindi innescare processi di riequilibrio ecologico, con benefici indiretti sulla biodiversità e sulla struttura degli habitat naturali.

Le conseguenze per l’uomo sono invece più complesse. Se da un lato il lupo rappresenta un importante indicatore di salute degli ecosistemi; dall’altro la sua espansione comporta criticità per le attività zootecniche, in particolare nelle aree montane e marginali, dove si registrano predazioni sul bestiame. Questo ha riacceso conflitti sociali e richieste di intervento gestionale. Sarebbe dunque auspicabile l’adozione di strategie di convivenza, basate su prevenzione, indennizzi efficaci e corretta informazione, piuttosto che su misure meramente repressive.