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La misofonia: come mai e a chi alcuni suoni danno fastidio

 
La misofonia: come mai e a chi alcuni suoni danno fastidio
Redazione

La misofonia è una condizione in cui alcuni suoni comuni, spesso legati ai comportamenti umani come masticare, respirare o produrre rumori ripetitivi, provocano reazioni emotive molto intense. Non si tratta di una semplice irritazione né di una maggiore sensibilità al volume, ma di una risposta automatica del cervello che attribuisce a quei suoni, i cosiddetti trigger sounds, un significato emotivo sproporzionato.

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Per questo situazioni apparentemente banali possono generare rabbia, disgusto, ansia o un forte bisogno di allontanarsi dalla fonte del rumore, accompagnati da reazioni fisiche come tensione muscolare o aumento del battito cardiaco.

Le ricerche neuroscientifiche suggeriscono che alla base della condizione ci sia un’alterata comunicazione tra le aree uditive e quelle coinvolte nella gestione delle emozioni. In particolare, l’insula anteriore, una regione che aiuta il cervello a valutare l’importanza degli stimoli, sembra attivarsi in modo eccessivo, facendo percepire alcuni suoni come intrusivi o minacciosi. Inoltre, si osserva un coinvolgimento delle aree motorie legate all’azione che produce il suono, come nel caso della masticazione, rendendo l’esperienza ancora più invasiva e difficile da ignorare.

La misofonia non ha una causa unica e probabilmente nasce dall’interazione tra predisposizione neurologica ed esperienza personale. Alcuni suoni possono essere stati associati nel tempo a emozioni negative e il contesto relazionale può amplificare la reazione: lo stesso rumore risulta spesso più disturbante se prodotto da persone vicine, come familiari o partner. È importante sottolineare che la misofonia non è una fobia dei rumori forti né una scelta volontaria, ma una condizione reale che può influire sulla vita sociale e quotidiana.

Attualmente non esiste una cura definitiva, ma strategie come la terapia cognitivo-comportamentale, la gestione dello stress e l’uso di suoni di fondo o cuffie possono aiutare a ridurre l’impatto dei trigger. Comprendere la misofonia come un fenomeno neuro-emotivo, e non come un semplice fastidio, è fondamentale per promuovere maggiore consapevolezza e rispetto verso chi ne soffre.