• La piattaforma di wealth planning
  • Italpress Agenzia di stampa

Jo Nesbo sceglie l'America di Trump per parlare di violenza

 
Jo Nesbo sceglie l'America di Trump per parlare di violenza
Redazione

Da anni, ormai, Jo Nesbo, scrittore norvegese, viene considerato uno dei principali interpreti del poliziesco europeo, soprattutto di quello scandinavo che, a cominciare da Henning Mankell, ''padre'' letterario del commissario Kurt Wallander, ha alimentato una schiera crescente di appassionati.

Jo Nesbo sceglie l'America di Trump per parlare di violenza

Lo stesso Nesbo ha avuto successo puntando su Harry Hole, investigatore della polizia norvegese, dalla personalità controversa, continuamente alla prese con laceranti dilemmi interiori.
Ma Hole, che ha attraversato diverse vite e che ora forse è il passato letterario di Nesbo - che ha venduto sessanta milioni di libri in tutto il mondo, tradotti in 50 lingue - è stato messo da parte, con lo scrittore norvegese che ha guardato all'America dell'era trumpiana per ambientare il suo nuovo romanzo, ''Minnesota".

Un romanzo con un nuovo protagonista e che, contrariamente alle altre storie uscite dalla penna di Nesbo, guarda ad un'altra criminalità, quella della corruzione e del traffico di armi.
La storia comincia a Minneapolis, principale città del Minnesota, nel 2016, quando un criminale abituale, sospettato di traffico di armi, è vittima di una sparatoria. Dopo questo attacco, gli omicidi non smettono di accadere e tutti gli indizi portano a Tomas Gómez, un uomo con un passato misterioso e legato a un'importante banda che sembra essere dissolta.

Bob Oz, un detective sospeso con qualche macchia occasionale sulla fedina penale, è affascinato dal caso, diventando ossessionato dall'idea di dare la caccia a chi semina di morti la città.
Il romanzo si dipana in una storia parallela, ambientata sempre a Minneapolis, ma nel 2022, quando un uomo enigmatico arriva dall'Europa presentandosi come un autore di ''true crime'' (quasi un ''doppio'' di Nesbo) che vuole documentarsi sul caso Gómez per scrivere un libro.

Ma come Nesbo è arrivato alla scelta di spostare il focus di un suo romanzo negli Stati Uniti? Semplice: i nonni e il padre sono cresciuti negli Stati Uniti, a New York, e lui vi ha trascorso molto tempo. Inoltre, il Minnesota è lo Stato con la maggior parte dell'immigrazione scandinava e ha una grande comunità norvegese.

Lo scrittore ha detto di essere affascinato da come viveva la comunità norvegese, caratterizzata da un senso molto forte delle radici e che aveva mantenuto molte delle tradizioni che nella stessa Norvegia erano state dimenticate da tempo. Una cosa che è ricorrente nelle comunità di immigrati di terza o quarta generazione, che coltivano il ricordo delle tradizioni con un senso di appartenenza che ormai, nei Paesi d'origine, non esiste più.

Per Nesbo, ha detto, ''è stato come tornare indietro di 30 o 40 anni in una macchina del tempo", ha spiegato.
Per alcuni norvegesi, ha precisato lo scrittore, emigrare negli Stati Uniti era un sogno che significava libertà e la possibilità di avere una vita migliore, anche se con il tempo hanno iniziato a notare "nuvole scure" all'orizzonte e un "panorama più da incubo".

Una di quelle che definisce ''nuvole scure'' è la disponibilità di armi, che lui mette alla base dell'alta criminalità e della "violenza intrinseca" alla società e alla cultura americana.
''Qualcosa - ha spiegato - che volevo esplorare da molto tempo. Tendiamo a dimenticare quanto sia importante la violenza nella cultura americana, storicamente lo è sempre stata. È un Paese in cui la criminalità è molto diffusa, considerano la violenza come la soluzione ai problemi, qualcosa che non vediamo in altri luoghi come l'Europa, l'Asia o persino il Canada".

Ma, ha detto ancora, i suoi romanzi non hanno un orientamento politico forte, né, soprattutto, cercano di convincere i lettori in una direzione o nell'altra.
Ma, nonostante questa premessa, ha riconosciuto di avere dovuto "fare molti sforzi" per non criticare ciò che sta accadendo negli Stati Uniti dal 2016, anno in cui Donald Trump è diventato presidente e motivo per cui ha scelto questo punto di partenza per il suo romanzo.

"È stato un punto di svolta, il passo dell'America decente e dignitosa che rappresentava la vera democrazia per molti Paesi, all'inizio della deriva verso qualcos'altro che non sappiamo ancora cosa sia o cosa diventerà", ha sottolineato, per poi aggiungere che "la domanda è se avrà una terza presidenza, un terzo mandato, che trasformerà gli Stati Uniti in una sorta di semi-dittatura".

Ma Nesbo si dichiara "ottimista", dicendo la civiltà "sta migliorando".
"Questa è la grande tendenza dell'umanità, se la si guarda, quindi spero che gli ultimi dieci o quindici anni non siano un segno che stiamo deviando su questo corso", ha detto.