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Il Rotary porta la lotta all’obesità infantile nelle scuole con un progetto che coinvolge e cambia le comunità

 
Il Rotary porta la lotta all’obesità infantile nelle scuole con un progetto che coinvolge e cambia le comunità
Redazione

Il progetto “Rotary a scuola: lotta all’obesità infantile” sta diventando uno dei programmi educativi più efficaci e capillari nel promuovere benessere e prevenzione tra bambini, famiglie e docenti. Nato da un’intuizione di Vincenzo Ursino, ideatore e Presidente della Commissione Distrettuale, il programma ha saputo trasformare un’esigenza sociale, l’urgenza di contrastare l’obesità infantile, in una mobilitazione collettiva che unisce scuola, istituzioni, professionisti della salute e associazionismo.

Il Rotary porta la lotta all’obesità infantile nelle scuole

I numeri raccontano l’evoluzione di un’iniziativa che sta crescendo anno dopo anno. Dal 2017 al 2023 il progetto, avviato inizialmente dal Rotary Club di Locri, ha coinvolto 4.800 genitori, oltre 2.500 alunni e centinaia di insegnanti. Con l’espansione distrettuale dell’ultimo anno, 20 Club Rotary hanno portato l’iniziativa a più di 13.000 genitori, 6.500 studenti e circa 1.000 docenti. Un salto dimensionale che non si è limitato alla Calabria. Infatti, grazie alla collaborazione con il Rotary Club Milano Villoresi, il progetto ha toccato anche scuole in Lombardia e Toscana e ha dato vita a un gemellaggio tra i club promotori, rafforzando una rete che unisce territori differenti sotto un’unica missione educativa. La risposta delle comunità scolastiche è stata entusiasmante, le giornate di formazione hanno registrato oltre 3.000 contatti, con un’adesione altissima di genitori e insegnanti. Ma l’interesse non è rimasto confinato alle aule, i media nazionali e locali hanno, infatti amplificato la portata del progetto.

Il Sole 24 Ore, Rai Radio 1 e la Rivista nazionale del Rotary hanno dato visibilità alle attività, insieme a una fitta rete di testate regionali e locali che hanno raccontato iniziative e testimonianze. Oltre 100 uscite, tra articoli, interviste e servizi, hanno contribuito a rendere il progetto un punto di riferimento per le buone pratiche educative nel campo della salute. Anche la comunicazione digitale si è trasformata in un pilastro strategico. In particolare il canale YouTube, in continua crescita, ospita video delle scuole e registrazioni delle attività formative, mentre la pagina Facebook “Lotta obesità infantile” è diventata un luogo di confronto nazionale.

Il profilo Instagram, inoltre, continua a coinvolgere un pubblico più giovane attraverso contenuti dinamici e testimonianze dirette degli studenti. In totale, i canali social hanno superato le 60.000 visualizzazioni, una community attiva che, sollecitando scambi e commenti, interagisce e diffonde messaggi di prevenzione. Il progetto ha ottenuto riconoscimenti istituzionali di rilievo. Dall’anno scolastico prossimo sarà inserito ufficialmente tra le attività promosse dalla Regione Calabria insieme all’Ufficio Scolastico Regionale, assicurando continuità e sostegno pubblico.

Numerosi i patrocini ricevuti: SIGE, SID, AIOM, AICS, Regione Calabria e CONI Calabria. Fondamentale anche il supporto scientifico della Gastroenterologia Universitaria della Sapienza di Roma, uno dei centri di ricerca più autorevoli del Paese. Uno degli elementi più sorprendenti dell’iniziativa è la sua sostenibilità economica. Con una spesa di soli 91,34 euro, grazie anche al contributo di 2.000 euro da una banca nazionale, il progetto ha dimostrato come impatto sociale e capacità organizzativa possano generare risultati senza necessità di grandi investimenti. Una lezione preziosa per il Terzo settore e per tutte le realtà impegnate nella prevenzione.

La spinta verso l’innovazione sociale ha portato alla nascita del programma “Comune IN-FORMA”, un’estensione del progetto originario che coinvolge le amministrazioni locali nella promozione di corretti stili di vita all’interno delle comunità.

Le prime esperienze, già attive a Locri e Roccella, confermano la scalabilità dell’iniziativa e la possibilità di un’applicazione diffusa in altri territori. Il progetto “Rotary a scuola: lotta all’obesità infantile” dimostra come la collaborazione tra scuole, istituzioni, comunità e associazioni possa generare un cambiamento reale e duraturo. Il lavoro svolto finora ha già prodotto risultati concreti, ma soprattutto ha creato un ecosistema culturale in cui bambini, genitori e docenti si sentono parte di un percorso collettivo. Ora sarà importante continuare a coinvolgere nuovi territori e trasformare questa esperienza in un modello di prevenzione condiviso e dunque efficace.