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Disoccupazione: a Novembre 2025, dati incoraggianti, ma occhio all’inattività

 
Disoccupazione: a Novembre 2025, dati incoraggianti, ma occhio all’inattività
Pierfrancesco Quinto

Secondo i dati provvisori pubblicati dall’Istat ieri 8 gennaio 2026 e relativi al mese di novembre 2025, il tasso di disoccupazione del Belpaese è sceso al 5,7%: il livello più basso dall'inizio delle serie storiche nel 2004. Rispetto al tasso di disoccupazione destagionalizzato diffuso da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea (al 6,3%), quello dell’Italia è inferiore del - 0,6%, dimostrando una situazione migliore della media dell’area euro (dove Malta, Repubblica Ceca, entrambe con valori inferiori al 3,2%, sono state le nazioni più virtuose; Spagna e Finlandia, con un tasso superiore al 10, i Paesi agli ultimi posti nella classifica).

Disoccupazione: a Novembre 2025, dati incoraggianti, ma occhio all’inattività

In Italia, il numero degli occupati è stato di 24 milioni e 188mila persone, segnando una leggera diminuzione rispetto al mese precedente del tasso di occupazione, al 62,6% (-0,1%). Confrontando però il trimestre settembre-novembre 2025 con quello precedente (giugno-agosto), si è verificata una più che positiva crescita nel numero di occupati (+0,3%, pari a +66mila individui).

È tuttavia da sottolineare come il così benevolo tasso di disoccupazione
sia però legato all’aumento del tasso di inattività, che giunge al 33,5%, con un aumento dello 0,2% su base mensile, dimostrando come una parte molto significativa della popolazione attiva non sia alla ricerca di un impiego. Tale crescita interesserebbe entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione di quella dei 25-34enni, tra i quali il numero di inattivi è in calo. Inoltre, la disoccupazione giovanile si attesterebbe al 18,8%, con un valore superiore alla media europea, al 15,1%, ma in diminuzione rispetto al mese precedente nel nostro Paese (-0,8%).

Per fare un paragone nei confronti dell’anno precedente, ci sono ben 179mila occupati in più rispetto a novembre 2024 (un aumento percentuale dello 0,7). A trainare tale aumento, sono stati i lavoratori autonomi, con una crescita di 126mila unità e - soprattutto - i dipendenti permanenti, in crescita di 258mila unità, nel medesimo periodo; i dipendenti a termine avrebbero invece subito una netta diminuzione (-204mila).
Tali dati, segnalano quindi una situazione che vede più luci che ombre, con un minore tasso di disoccupazione e con l’aumento delle forme di occupazione più stabili a scapito di quelle più precarie, parzialmente controbilanciate da fattori di rallentamento quali la leggera contrazione mensile degli occupati e dalla vieppiù presente tendenza all’inattività.