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Le neuroscienze spiegano perché i testimoni oculari vedono cose diverse

 
Le neuroscienze spiegano perché i testimoni oculari vedono cose diverse
Redazione

Perché persone, guardando lo stesso filmato, vedono cose diverse?
Non è raro, tutt'altro, che persone che guardano lo stesso filmato o che assistono allo stesso avvenimento ne diano versioni diverse, e non di poco.
Ora le neuroscienze possono aiutare a spiegarlo.

Le neuroscienze spiegano perché i testimoni oculari vedono cose diverse

Un caso emblematico di questa possibile situazione è stato quello di cui, anni fa, si occupò la Corte suprema degli Stati Uniti che ribaltò la sentenza di un tribunale inferiore (chiamato a giudicare se il comportamento di un agente di polizia fosse responsabile delle lesioni riportate da un automobilista) poiché i giudici di ultima istanza ravvisarono una realtà diversa da quella che aveva indotto all'originaria sentenza.

Queste situazioni supportano le conclusioni di alcuni studiosi, secondo cui si può vedere qualcosa va al di là di quello che ''raccontano'' gli occhi, poiché chi guarda si porta dietro esperienze e idee.
Il problema non è quindi solo medico, ma anche di giustizia perché rischia di incrinare l'attendibilità dei testimoni, che potrebbero riferire ''versioni'' diverse del medesimo evento senza che in questo ci sia una loro specifica volontà.

Una cosa che, soprattutto in questo periodo dove gli smartphone e le telecamere di sicurezza raccontano tutto, assume una valenza decisiva affinché la giustizia sia amministrata con equità.
Un fattore di confusione nel modo in cui qualcuno guarda un video è qualcosa che gli psicologi hanno definito "bias del rallentatore".

In uno studio del 2016 , i ricercatori hanno dimostrato che gli spettatori, guardando le riprese in slow motion di sorveglianza di una sparatoria, percepivano l'autore come "più intenzionale".
Allo stesso modo, se un video è mosso, gli spettatori possono interpretare gli eventi come più intensi .

Poi c'è il "bias della prospettiva della telecamera", relativo ad un esperimento, con soggetti che hanno guardato video di persone che confessavano crimini. In alcuni video, la telecamera si concentrava sul volto di un sospettato, mentre in altri si concentrava sugli interrogatori. Gli spettatori che hanno visto i video incentrati sul volto dei sospettati erano più propensi a percepire le confessioni come "più volontarie".
Anche i resoconti dei testimoni oculari possono essere contaminati a posteriori, come ad esempio parlarne con un'altra persona che ha assistito allo stesso incidente stradale, e questo può portare ad un condizionamento reciproco, una sorta di contaminazione involontaria.

Quando qualcuno recupera un ricordo non riproduce quel che ha realmente visto, ma lo sta ricostruendo, con il cervello che raccoglie frammenti di informazioni, a volte provenienti da tempi e luoghi diversi, e li fonde.
E quando questo accade è difficile distinguere l'origine del frammento e, quindi, di conseguenza, la sua fondatezza.

Questo aiuta a spiegare perché le persone in genere si fidano delle prove video, anche quando sanno che sono false. In un importante studio del 2008 su questo effetto, i ricercatori hanno chiesto agli studenti di svolgere un compito di gioco d'azzardo al computer. Quando gli studenti sono stati falsamente accusati di barare e gli è stato mostrato un falso video della presunta infrazione, la "stragrande maggioranza" degli studenti ha confessato "senza opporre resistenza".

Anche i pregiudizi cognitivi possono influenzare le nostre interpretazioni di un video, come può essere la cosiddetta ''attenzione selettiva'' che, se si è spinti a concentrarsi su un aspetto specifico di un video, può allentare l'attenzione su altri dettagli importanti.

Anche le convinzioni di una persona possono plasmare la sua percezione visiva. Chi si identifica con le forze dell'ordine, ad esempio, è più propenso a percepire gli agenti di polizia come persone che agiscono in modo lecito nelle prove video rispetto a chi non si identifica con le forze dell'ordine.

E lo stesso può accadere quando le opinioni di una persona su altri argomenti potenzialmente divisivi come l'aborto , l'esercito o la pena di morte possono influenzare il modo in cui percepisce le prove video.
L'ideologia potrebbe aiutare a spiegare perché persone diverse possano percepire in modo così distante le prove video del recente omicidio di Renée Good, la donna uccisa a Minneapolis, nel senso che, se si nutrono pregiudizi su come opera l'Ice, il comportamento che si sta osservando può essere giudicato in modo non oggettivo.