C’è un nuovo alleato nei laboratori di anatomia patologica, e non è in camice bianco ma fatto di reti neurali profonde. Si chiama MiThyCA ed è il sistema di Intelligenza Artificiale nato nell’ambito della ricerca ANTHEM per aiutare i medici a leggere in modo più rapido ed efficace le immagini digitali dei tessuti tumorali.
I primi risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Endocrine Pathology, segnano un passo concreto verso una sanità in cui il digitale non sostituisce lo specialista, ma ne amplifica le capacità diagnostiche.
Il “doppio occhio” digitale
MiThyCA è, tecnicamente, un algoritmo di digital pathology capace di analizzare immagini istologiche ad altissima risoluzione, le scansioni digitali dei vetrini su cui sono conservati i campioni cellulari dei pazienti.
Grazie al deep learning, il sistema viene addestrato su migliaia di queste immagini per imparare a riconoscere automaticamente aree, cellule e marcatori sospetti, spesso difficili da individuare a occhio nudo anche per i professionisti più esperti.
La metafora usata dai ricercatori è tanto semplice quanto efficace: MiThyCA lavora con un “doppio occhio digitale”.
Il primo “occhio” si concentra sui dettagli, entra nel microcosmo della cellula, ne coglie le caratteristiche minime. Il secondo “occhio” guarda invece l’insieme, la struttura globale del tessuto.
Integrando questi due livelli di analisi, il particolare e il contesto, il sistema è in grado di indicare con precisione le aree che meritano di essere osservate per prime dal medico, riducendo tempi morti e incertezze.
Risultati e impatto clinico
Nei test condotti su casi di carcinoma tiroideo, MiThyCA ha raggiunto un’accuratezza diagnostica paragonabile a quella di un team esperto di patologi.
Non una sostituzione, ma un secondo parere digitale, oggettivo e riproducibile, che si affianca alla valutazione del medico e la rafforza.
In prospettiva, questo significa che il vetrino fisico potrebbe non dover più viaggiare tra laboratori e specialisti: basterà l’immagine digitale, condivisibile in tempo reale, per arrivare più in fretta alla natura di una lesione o alla risposta a una terapia.
Per i pazienti, questo si traduce in tempi di attesa più brevi, minore ansia e percorsi di cura personalizzati.
Efficienza e valore medico
Come sottolinea il direttore scientifico della Fondazione ANTHEM, Guido Cavaletti, il valore di MiThyCA sta proprio nella capacità di comprimere i tempi diagnostici.
La valutazione di un campione può scendere da alcune ore a pochi minuti, in un ambito, quello oncologico, in cui ogni giorno guadagnato può pesare sull’efficacia delle cure.
L’AI, insomma, non si sostituisce al giudizio clinico, ma rende l’intero processo più veloce e più robusto, liberando tempo prezioso per il confronto con i pazienti e per le decisioni terapeutiche.
Una rete di ricerca multidisciplinare
Il progetto è frutto di una rete di collaborazioni che racconta molto del nuovo modo di fare ricerca in sanità.
MiThyCA nasce dal lavoro congiunto dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, dell’Istituto Europeo di Oncologia e dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, con il sostegno della Fondazione ANTHEM.
Non solo, l’algoritmo è open source, quindi già a disposizione della comunità scientifica, con la possibilità di essere testato, migliorato e adattato ad altri contesti clinici.
Dati eterogenei e interoperabilità
Uno degli aspetti più interessanti è la capacità di MiThyCA di lavorare con dati eterogenei: immagini prodotte con scanner diversi, protocolli diversi, provenienti da ospedali e laboratori differenti.
Addestrato per gestire questa varietà, il sistema ha dimostrato di mantenere risultati affidabili anche cambiando scenario.
È un passaggio chiave se si vuole davvero portare l’Intelligenza Artificiale fuori dai progetti pilota e dentro la pratica quotidiana delle strutture sanitarie.
La trasformazione digitale della patologia
I docenti e ricercatori di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca, Fabio Pagni e Vincenzo L’Imperio, ricordano come l’imaging sanitario stia vivendo una transizione digitale profonda, in cui i vetrini fisicilasciano progressivamente spazio alle immagini virtuali.
Progetti come MiThyCA dimostrano che questa sfida non è solo futuribile, ma già praticabile, e che gli investimenti pubblici in soluzioni tecnologiche avanzate possono generare ritorni tangibili in termini di rapidità e precisione diagnostica.
Con una condizione: integrare nei team clinici nuove figure professionali, come bioinformatici e data scientist, capaci di rendere utilizzabili questi strumenti complessi per i medici che lavorano in prima linea.
La missione di ANTHEM e il futuro della diagnosi oncologica
Per la Fondazione ANTHEM, guidata dal presidente Stefano Paleari, MiThyCA incarna la missione che da tre anni orienta questo grande programma di ricerca: usare le tecnologie più avanzate per migliorare diagnosi, trattamenti e qualità della vita dei pazienti.
ANTHEM, iniziativa finanziata con 123 milioni di euro dal Ministero della Ricerca nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, coordina 28 progetti pilota su temi che vanno dall’imagingall’intelligenza artificiale, dai sensori innovativi alla medicina di precisione, coinvolgendo oltre 350 ricercatori e una fitta rete di partner pubblici e privati.
MiThyCA è un tassello che fa intravedere il futuro della diagnosi oncologica, più connessa e più personalizzata.
Un futuro in cui i grandi investimenti in ricerca e tecnologia non restano confinati nelle pubblicazioni scientifiche, ma arrivano al letto del paziente, trasformandosi in giorni di attesa in meno, trattamenti più mirati e minore incertezza nel momento forse più delicato della vita.

Immagini di campione analizzato con il sistema MiThyCA