FOTO: Carlo Dani - CC BY-SA 4.0
In un momento storico in cui la transizione ecologica non è più solo un obiettivo ideale ma una necessità industriale, Terna ha compiuto un passo decisivo che segna un primato per l’intero sistema economico italiano. La società che gestisce la rete elettrica nazionale ha lanciato con successo un’operazione finanziaria di ampio respiro, raccogliendo 850 milioni di euro attraverso l’emissione di un particolare tipo di obbligazione definita "Green Bond". La risposta degli investitori è stata straordinaria: le richieste hanno superato i 7 miliardi di euro, un valore quasi nove volte superiore all’offerta iniziale. Questo dato non è solo un numero, ma rappresenta un attestato di profonda fiducia verso la stabilità dell’azienda e la validità dei suoi progetti ambientali.
CHE COS'È UN GREEN BOND E PERCHÉ QUESTA OPERAZIONE È SPECIALE
Per capire l’importanza di questo evento, occorre tradurre i termini tecnici in concetti quotidiani. Un’obbligazione è, in sostanza, un prestito che gli investitori (come grandi fondi o banche) fanno a una società in cambio di un interesse. Quando questo prestito viene etichettato come "Green", l'azienda si impegna solennemente a usare quei soldi esclusivamente per progetti che fanno bene all'ambiente, come il potenziamento delle energie rinnovabili.
L’operazione guidata dall’Amministratore Delegato Giuseppina Di Foggia è la prima in Italia a rispettare i severissimi criteri del nuovo regolamento dell’Unione Europea sulle obbligazioni verdi. Si tratta di una sorta di "bollino di qualità" superiore, che garantisce la massima trasparenza e serietà su come il denaro verrà speso. In un mercato spesso confuso da promesse ecologiche poco chiare, Terna ha scelto la strada della certificazione più rigorosa a livello europeo.
UN IMPEGNO SENZA SCADENZA PER LA STABILITÀ FINANZIARIA
L’obbligazione appena emessa presenta caratteristiche tecniche molto particolari: è definita "ibrida" e "perpetua". In parole semplici, questo strumento sta a metà strada tra un prestito tradizionale e un investimento nel capitale dell’azienda. Il termine "perpetuo" indica che il prestito non ha una data di scadenza fissa in cui l’azienda deve necessariamente restituire il capitale, garantendo a Terna una grandissima flessibilità e solidità nel tempo.
Un altro segnale del prestigio di questa operazione è il costo del prestito. Terna pagherà un interesse annuale del 3,875 per cento, una quota considerata molto bassa per questa tipologia di strumenti. Gli investitori hanno accettato un guadagno contenuto pur di finanziare Terna, segno che considerano la società estremamente sicura. Questo "sconto" ottenuto sul mercato è il più basso mai registrato in Europa per un’operazione di questo genere, a dimostrazione del fatto che la sostenibilità, se gestita bene, conviene anche alle casse dell’azienda.
COME VERRANNO UTILIZZATI I FONDI RACCOLTI
Ma dove finiranno concretamente questi 850 milioni di euro? Il denaro sarà iniettato direttamente nel cuore del sistema elettrico italiano. I fondi serviranno a finanziare i cosiddetti "progetti verdi idonei", ovvero tutte quelle opere infrastrutturali necessarie per rendere la nostra rete elettrica più moderna, efficiente e capace di trasportare l’energia prodotta dal sole e dal vento.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio Piano Industriale 2024-2028 della società, che mira a rendere l’Italia un punto di riferimento per l’energia pulita in Europa. Investire nella rete significa ridurre gli sprechi, evitare interruzioni di corrente e facilitare l’abbandono dei combustibili fossili. Grazie a questa operazione, Terna non solo rafforza la propria struttura finanziaria, ma accelera il percorso del Paese verso un futuro energetico più indipendente e rispettoso del pianeta.